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La vita cosciente può essere completamente diversa l’uno dall’altro, per cui cervelli diversi giungono a giudizi diversi.

Afantasia: non avere immagini mentali visive o uditive, l’incapacità di sognare ad occhi aperti. Pochissimi sono senza fantasia. E’ probabilmente poligenica, o acquisita ad es dopo un ictus.

Un terzo degli afantasici non ricordano la propria vita e hanno buchi autobiografici, hanno bisogno della moglie perché glieli ricordino. Mentre alcuni afantasici hanno più memoria di tutta la loro famiglia. Un terzo degli afantasici sono anche prosoagnotici, ma alcuni riconoscono benissimo I volti.

Agnosia topografica è l’incapacità di riconoscere i luoghi.

Anomia è l’incapacità di ricordare I nomi, capita tutti almeno una volta alla settimana. Nei paesi anglosassoni dove si usa sempre il tu, con le persone con cui non si ha confidenza si saluta col suo cognome, e invece con gli amici si usa il nome. Ma il ricordare nomi è cognomi è un lavoro inutile, per cui in Italia si esprime confidenza con il tu, mentre il lei è per gli altri.

Daltonici: nel mondo ci sono il 4% di daltonici.

Iperfantasia é immaginare molto, chi ne soffre ha sempre la testa nelle nuvole e soffre di deficit di attenzione. 

Pareidolia è il vedere facce che non ci sono ad esempio dentro una nuvola.

Prosopagnosia é la cecità dei volti 

SDAM: memoria autobiografica altamente deficitaria.

Stereocecità: gli occhi non lavorano insieme, quindi non si percepisce la profondità, non si vede in 3D, muoversi su sentieri ripidi e irregolari diventa molto difficile. La visione non stereoscopica è simile alla visione che le persone sane hanno di vedere un quadro: visione piatta.