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Prima del genere Homo

Comparsa primati onnivori 55, l’erba 50, I primati bipedi 5,8 milioni di anni fa.

7 milioni di anni fa in Africa centrale: Sahelanthropus tchadensis sarebbe il nostro primo antenato capace di camminare su due piedi.

È stata evidenziato l’importanza del consumo di carne nella postura eretta umana, infatti il bipedismo è probabilmente la prima e più importante caratteristica che ha distinto gli esseri umani dai loro antenati in quanto ha permesso una locomozione e un trasporto di carichi più efficienti, che sono importanti vantaggi nella caccia.

Più tardi cioè a 3 milioni di anni fa comparve L’Australopithecus,  Lucy.

Noi deriveremmo dagli scimpanzé e dai bonobo: nello scimpanzé il 97% del DNA corrisponde a quello umano, disposto in 24 cromosomi anziché 23.

Dagli Australopitechi deriverebbe il genere Homo.

Homo abilis

2 milioni di anni fa in Africa compare qualcosa di diverso dagli scimpanzé, capace di usare gli utensili, é l’homo abilis.

Effettivamente anche gli scimpanzé lo sanno fare, ma non sanno usare utensili per costruire altri strumenti.

Le facce degli ominidi incominciarono a differenziarsi 600.000 anni fa.

I manufatti più antichi, 337-300 mila anni fa, sono stati trovati a Shoningen in Germania, datati con la termoluminescenza, apparterebbero a Homo di Heidelberger: lance di legno e una ventina di cavalli. Usiamo il condizionale apparterebbero, perché non sono stati trovati resti umani. Sono anteriori addirittura a Neanderthal.

Homo Neanderthal

Il processo evolutivo dell’Homo Neanderthal si è staccato da Sapiens quasi un milione di anni fa.

400.000 anni fa compare in Europa l’uomo Neanderthal: sono i primi europei.

Neanderthal sapeva accendere il fuoco già 400 mila anni fa con la pirite disolfuro di ferro FeS2 che emette scintille.

39.000 anni fa scompare dell’Europa l’uomo Neanderthal.

Homo Denisova

40.000 anni fa scompare l’uomo Denisova.

Ancora oggi in gene Epas1 è presente nell’87% dei tibetani. Questo gene permette di vivere sopra i 4.500 metri di altezza, dove l’ossigeno è il 40% in meno del livello del mare. Per un uomo normale significa avere un aumento della concentrazione di emoglobina che rende il sangue molto più denso.

Cespugli evolutivi

Origine dell'uomo sulla Terra

Oggi si pensa che l’Origine dell’uomo sulla Terra non sia stata una linea retta, ma un intricato sistema di cespugli interconnessi: cioè Heidelberger, Neanderthal, Denisova e Sapiens si sarebbero incrociati fra loro. Questa ipotesi è la più accreditata, perché nei sapiens non africani il 2% dei geni sono neandertaliani, invece secondo altri la comunanza genetica è frutto dell’origine comune. I Neanderthal avrebbero migliorato il nostro sistema immunitario. Nei sapiens circa il 4% dei geni sono denisoviani, avrebbero migliorato la nostra resistenza alle alte quote tipica delle genti dell’Himalaia.

L’alleanza del sapiens nella caccia con il cane è forse uno fattore di successo nella competizione con il Neanderthal e il Denisova.

Nel giro di 10.000 anni i Sapiens prevalsero, tanto che 40.000 anni fa i Neanderthal scomparvero.

Floriensis

Floriensis era un piccolo homo (pigmeo), scompare solo 14.000 anni fa

Fino a 40.00 anni fa c’erano 5 specie di homo: Sapiens, Neanderthal, Denisova, Floriensis ed Erectus, oltre alle scimmie. Probabilmente quei 4 Homo sono scomparsi in concomitanza con la nostra evoluzione culturale: pitture rupestri, musica, culto dei morti, ma partendo dall’Africa non contemporaneamente da ovunque.

Evoluzione del cervello

Dopo il bipedismo avviene lencefalizzazione cioé l’ingrandimento del cranio sull’asse anter posteriore, massima nel Neanderthal. Poi nel Sapiens il cervello si fa sferico. 

Durante l’evoluzione cresce il volume cerebrale. La crescita del volume inizia un rallentamento significativo 300.000 anni fa, e si ferma 100.000 anni fa. Negli ultimi 20.000 anni il volume cerebrale è diminuito.

Differenze genetiche dell’homo sapiens

Mediamente un uomo di un continente differisce da un uomo di un altro continente solo del 2,5 per mille.

Questo dato va correlato al differenza genetica con gli scimpanzé del 2,5%, cioè 10 volte tanto.

Homo Sapiens paleolitico raccoglitore

200.000 anni fa compare in Africa l’uomo Sapiens.

Il Sapiens esce per la prima volta dall’Africa 180.000 anni fa, usava utensili erano di pietra, siamo l’età della pietra antica o paleolitico.

100.000 inizia l’ultima grande glaciazione di Würm, durante la quale il cibo scarseggiò, e di conseguenza la statura dell’uomo del nord Europa diminuì.

In seguito a una distruzione di massa restano solo 10.000 persone a sud del Sahara.

40.000 anni fa nel deserto israeliano del Negev, ad Har Karkom, gli uomini del Paleolitico posero in verticale grandi pietre naturali vagamente antropomorfe che rappresentavano le anime dei defunti.

70.000 anni fa Sapiens emigrò nuovamente. Quindi il sapiens attuale nel mondo è originario della seconda migrazione.

La massima estensione della glaciazione avvenne 18.000 anni fa, e 11.700 anni fa finisce l’ultima grande glaciazione di Würm.

Homo Sapiens neolitico agricoltore

10.000 inizia l’età della pietra nuova o neolitico, è caratterizzata dalla comparsa dell’agricoltura in Anatolia, la cosi detta mezza luna fertile che ad est va in Siria-Iraq-Iran e a sud Siria-Palestina-Egitto. L’agricoltura si affermo con la comparsa di spighe non deiscenti e con la fine del freddo. In Europa l’agricoltura si diffuse lungo due direttrici: una all’interno dell’Europa attraverso il fiume Danubio e una lungo le coste del Mar Mediterraneo. Gli agricoltori avanzarono lentamente nei territori del raccoglitori-cacciatori. L’agricoltura garantiva energia e proteine sufficienti a sfamare i figli, per cui la popolazione agricola si sviluppo a danno dei raccoglitori.

Nel freddo nord l’agricoltura tardò a svilupparsi, per cui l’uomo allevatore iniziò a consumare latte crudo, si selezionò una popolazione in grado di digerirlo con l’enzima lattasi. La lattasi digerisce il lattosio, per cui l’allevamento garantisce proteine di qualità. Dalle pianure ungheresi l’enzima lattasi incominciò a diffondersi in tutte le direzioni.

La più antica abitazione lignea è del 9.000 a.C., è stata trovata nello Yorkshire in UK.

L’uomo iniziò a cavalcare 5.000 anni fa, e 4.000 anni fa abbiamo la prima rappresentazione artistica conosciuta di un essere umano a cavallo.

I tassi di crescita dell’homo sapiens

Se si ipotizza che l’homo sapiens sia comparso sulla Terra 100.000 anni fa, col calcolo esponenziale possiamo dedurre che sia cresciuto a un tasso annuo dello 0,01 per mille.

Secondo gli studiosi 10.000 anni fa la popolazione era costituita da 8 milioni di homo sapiens.

Con l’allevamento 10.000 anni fa e l’agricoltura 7.000 anni fa il tasso annuo di crescita è giunto allo 0,44 per mille.

4.000 anni fa presso i Sumeri comparve la scrittura, tanto che ai tempi di Gesù la popolazione mondiale raggiungeva i 250 milioni. Durante tutta l’era cristiana fino alla rivoluzione industriale nell’ottocento la popolazione ha raggiunto il miliardo e 250 milioni. All’alba del 2.000 giungiamo ai 6 miliardi.

Il 1968 è il momento in cui c’era il massimo tasso annuo il 21 per mille, da allora con gli anticoncezionali si è ridotto il tasso di crescita al 15 per mille nel 2020.

Comunicare è collaborare

Gli uomini con il linguaggio comunicano fra loro tutto, mentre gli animali solo alcune cose. Il fatto di comunicare migliora la cooperazione. L’uomo collabora con estranei al suo gruppo famigliare, gli animali no.

Tassonomia dell’Homo sapiens

Classificazione tassonomica