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Linneo è creazionista: le specie sono tantissime, basta affibiargli una etichetta.

Poi vengono gli evoluzionisti: prima Lamarck e poi Darwin

Lamarck capisce che le tantissime specie derivano da antenati comuni. Le specie sono imparentate fra loro, ci hanno messo milioni di anni per differenziarsi.

Il concetto di specie è sfuggente nei vegetali, ma più chiaro negli animali.

Prima del genere Homo

Comparsa primati onnivori 55, l’erba 50, I primati bipedi 5,8 milioni di anni fa.

7 milioni di anni fa in Africa centrale: Sahelanthropus tchadensis sarebbe il nostro primo antenato capace di camminare su due piedi.

È stata evidenziato l’importanza del consumo di carne nella postura eretta umana, infatti il bipedismo è probabilmente la prima e più importante caratteristica che ha distinto gli esseri umani dai loro antenati in quanto ha permesso una locomozione e un trasporto di carichi più efficienti, che sono importanti vantaggi nella caccia.

Più tardi cioè a 3 milioni di anni fa comparve L’Australopithecus,  Lucy.

Noi deriveremmo dagli scimpanzé e dai bonobo: nello scimpanzé il 97% del DNA corrisponde a quello umano, disposto in 24 cromosomi anziché 23.

Dagli Australopitechi deriverebbe il genere Homo.

Homo abilis

2 milioni di anni fa in Africa compare qualcosa di diverso dagli scimpanzé, capace di usare gli utensili, é l’homo abilis.

Effettivamente anche gli scimpanzé lo sanno fare, ma non sanno usare utensili per costruire altri strumenti.

Le facce degli ominidi incominciarono a differenziarsi 600.000 anni fa.

I manufatti più antichi, 337-300 mila anni fa, sono stati trovati a Shoningen in Germania, datati con la termoluminescenza, apparterebbero a Homo di Heidelberger: lance di legno e una ventina di cavalli. Usiamo il condizionale apparterebbero, perché non sono stati trovati resti umani. Sono anteriori addirittura a Neanderthal.

Homo Neanderthal

Il processo evolutivo dell’Homo Neanderthal si è staccato da Sapiens quasi un milione di anni fa.

I Neanderthal derivano dal ramo europeo dell’Homo Heidelbergensis.

400.000 anni fa compare in Europa l’uomo Neanderthal: sono i primi europei.

Neanderthal sapeva accendere il fuoco già 400 mila anni fa con la pirite disolfuro di ferro FeS2 che emette scintille.

I Neanderthal si diffusero dal Portogallo alle estreme steppe orientali della Siberia e giù fino al Sinai. Abbiamo convissuto per un lungo periodo coi Neanderthal. Erano intelligenti quasi come noi, più forti di noi ma si sono estinti. Gli ultimi Neanderthal 40.000 anni fa a Gibilterra e nel Caucaso.

Homo Denisova

40.000 anni fa scompare l’uomo Denisova.

Ancora oggi in gene Epas1 è presente nell’87% dei tibetani. Questo gene permette di vivere sopra i 4.500 metri di altezza, dove l’ossigeno è il 40% in meno del livello del mare. Per un uomo normale significa avere un aumento della concentrazione di emoglobina che rende il sangue molto più denso.

Cespugli evolutivi

Origine dell'uomo sulla Terra

Oggi si pensa che l’Origine dell’uomo sulla Terra non sia stata una linea retta, ma un intricato sistema di cespugli interconnessi: cioè Heidelberger, Neanderthal, Denisova e Sapiens si sarebbero incrociati fra loro. Questa ipotesi è la più accreditata, perché nei sapiens non africani il 2% dei geni sono neandertaliani, invece secondo altri la comunanza genetica è frutto dell’origine comune. I Neanderthal avrebbero migliorato il nostro sistema immunitario. Nei sapiens circa il 4% dei geni sono denisoviani, avrebbero migliorato la nostra resistenza alle alte quote tipica delle genti dell’Himalaia.

L’alleanza del sapiens nella caccia con il cane è forse uno fattore di successo nella competizione con il Neanderthal e il Denisova.

Nel giro di 10.000 anni i Sapiens prevalsero, tanto che 40.000 anni fa i Neanderthal scomparvero.

Floriensis

Floriensis era un piccolo homo (pigmeo), scompare solo 14.000 anni fa

Fino a 40.00 anni fa c’erano 5 specie di homo: Sapiens, Neanderthal, Denisova, Floriensis ed Erectus, oltre alle scimmie. Probabilmente quei 4 Homo sono scomparsi in concomitanza con la nostra evoluzione culturale: pitture rupestri, musica, culto dei morti, ma partendo dall’Africa non contemporaneamente da ovunque.

Evoluzione del cervello dal Neanderthal al Sapiens

Dopo il bipedismo avviene l’encefalizzazione, cioé l’ingrandimento del cranio sull’asse anteroposteriore. Nel Neanderthal è massimo lo sviluppo anteroposteriore: l’occipite visivo più sviluppato e meno sviluppata la fronte razionale.

Poi nel Sapiens il cervello si fa sferico. 

Durante l’evoluzione cresce il volume cerebrale. La crescita del volume inizia un rallentamento significativo 300.000 anni fa, e si ferma 100.000 anni fa. Negli ultimi 20.000 anni il volume cerebrale è diminuito.

Differenze genetiche dell’homo Sapiens

La differenza genetica nel H. Sapiens di è la minore fra tutti i primati. Questo è normalmente correlato a un crollo di una popolazione per poi riprendersi partendo da pochi individui. Crollo di popolazione causato da Catastrofi naturali come l’eruzione di 70.000 anni fa con l’eruzione sull’isola di Sumatra del Toba o come la glaciazione di 190-123.000 anni fa.

La variabilità genetica è massima in Africa. In medioriente si spostano solo alcune varianti che si diffondono su tutto il globo. Quindi gli uomini di Europa Asia e Americhe sono più simili fra loro e diversi dagli africani. Le differenze fra europei asiatici e americani si devono alle mutazioni successive.

Oggi raccoglitori non ce n’è più, sono stati sostituiti dagli agricoltori. Oggi la gran parte del nostro DNA deriva dagli agricoltori e poco dai raccoglitori. Comunque oggi nel mondo la variabilità genetica è minima, meno dell’1%. Siamo al 99% tutti uguali, invece all’interno dell’ Africa da cui siamo partiti la differenza razziale è maggiore. 

Questo dato va correlato al differenza genetica con gli scimpanzé del 2,5%.

Homo Sapiens paleolitico raccoglitore

L’uomo Sapiens compare nel Corno d’Africa 195.000 anni fa, lo si ritrova 164.000 a.f. in Sudafrica.

Il Sapiens esce per la prima volta dall’Africa 180.000 anni fa, usava utensili erano di pietra, siamo l’età della pietra antica o paleolitico.

100.000 inizia l’ultima grande glaciazione di Würm, durante la quale il cibo scarseggiò, e di conseguenza la statura dell’uomo del nord Europa diminuì.

In seguito a una distruzione di massa restano solo 10.000 persone a sud del Sahara.

70.000 anni fa Sapiens emigrò nuovamente. Quindi il sapiens attuale nel mondo è originario della seconda migrazione.

40.000 anni fa nel deserto israeliano del Negev, ad Har Karkom, gli uomini del Paleolitico posero in verticale grandi pietre naturali vagamente antropomorfe che rappresentavano le anime dei defunti.

La massima estensione della glaciazione avvenne 18.000 anni fa, e 11.700 anni fa finisce l’ultima grande glaciazione di Würm. Con la riduzione dei ghiacci venne favorita l’agricoltura. A questo punto le popolazioni agricole presero a crescere vertiginosamente.

Homo Sapiens Neolitico agricoltore

Il Neolitico è l’età della pietra nuova.

Il neolitico incomincia nel vicino Oriente 11.000 anni fa, e finisce con la metallurgia del rame in Serbia 7.000 anni fa.

L’agricoltura é iniziata prima del Neolitico, agricoltori e cacciatori convivevano, ma è nel Neolitico che l’uomo produce il cibo con l’agricoltura.

L’agricoltura si sviluppa nella cosi detta mezza luna fertile che ad est va in Siria-Iraq-Iran e a sud Siria-Palestina-Egitto. L’agricoltura si affermò con la comparsa di spighe non deiscenti e con la fine del freddo. 11.400 anni fa inizia la coltivazione del piccolo farro, il padre di tutti i frumenti. I frumenti contengono amido che per essere digerito ha bisogno dell’enzima amilasi.

Amilasi

L’uomo come il gorilla e lo scimpanzé ha 3 tipi di amilasi AMY: uno nella saliva e 2 pancreatiche. Ma nel DNA degli uomini ci sono 2 o 3 o 4 copie di ogni AMY. Le popolazioni che nei millenni hanno mangiato più cereali e più copie di AMY. Le popolazioni che tuttora sono raccoglitrici o vivono di pesca hanno poco AMY. 

Sempre 11.400 anni fa in Palestina c’era un fico che si impollinava per l’intervento umano e non per gli insetti.

Agricoltori e raccoglitori-cacciatori

Gli Agricoltori crescono a un tasso molto maggiore dei cacciatori, mentre i cacciatori restano sempre più nicchia. Gli agricoltori sono costretti a colonizzare le terre vicine, cioé a migrare.

Gli agricoltori migranti hanno pelle scura, infatti vengono dal vicino Oriente. Gli agricoltori procedendo verso nord ovest si incrociano coi cacciatori biondi.

Man mano che si procede verso nord ovest diminuiscono i geni siriani agricoli, e persistono sempre più i geni nordici cacciatori.

Diffusione dell’agricoltura

Gli agricoltori avanzarono lentamente nei territori del raccoglitori-cacciatori, a una velocità media di 1 km all’anno.

La migrazione è partita dalla Siria 11.600 anni fa, si è svolta lungo 2 vie: mediterranea e danubiana, lungo le coste del Mar Mediterraneo e all’interno dell’Europa attraverso il fiume Danubio.

La via mediterranea 8.000 anni fa prosegue in Francia e poi in Gran Bretagna, invece la via danubiana prosegue in Germania e in Scandinavia, raggiungendo il nord 6.000 anni fa. 

Vantaggi e svantaggi dell’agricoltura

L’agricoltura garantiva energia e proteine sufficienti a sfamare i figli, per cui la popolazione agricola si sviluppo a danno dei raccoglitori.

Il passaggio dalla caccia all’agricoltura ha aumentato l’energia disponibile, la masticazione è meno faticosa, e così si riduce la dimensione del cranio e dei denti, ma sono sorti nuovi problemi. Il grano macinato aumenta la perdita precoce di denti, gengiviti e tartaro.

L’agricoltura riduce le proteine assunte, infatti il contadino è più basso del cacciatore e soffre di osteoporosi.

Foreste del Neolitico

I contadini neolitici quando giungono in Danimarca trovano la foresta primaria di olmi, tigli, frassini, querce, che viene disboscata, si passa da una dieta di acque basse molluschi e pochi pesci a fonti terrestre.

In Danimarca dopo un millennio (5.000 anni fa) la vegetazione è di betulle e nocciole e arriva da est una nuova popolazione dedita alla metallurgia del bronzo. Abbiamo una seconda deforestazione per lasciare spazio ai pascoli.

Allevamento

Nel freddo nord l’agricoltura tardò a svilupparsi, per cui l’uomo allevatore iniziò a consumare latte crudo, si selezionò una popolazione in grado di digerirlo con l’enzima lattasi.

Lattasi

Il lattosio viene digerito in glucosio e galattosio dall’enzima Lattasi, enzima determinato dal gene LCT. Dopo lo svezzamento in molti adulti LCT viene silenziato da una proteina e smette di funzionare. In Africa ed Eurasia esistono 4 diversi silenziatori. Silenziare il gene permette un risparmio energetico, ma se il lattosio raggiunge l’intestino colon, i batteri coliformi si moltiplicano producendo acqua e gas.

La digestione del lattosio, per cui l’allevamento, garantisce proteine di qualità. Dalle pianure ungheresi l’enzima lattasi incominciò a diffondersi in tutte le direzioni.

L’allevamento promiscuo aumenta le malattie parassitarie.

Si diffonde malaria, tubercolosi, influenza, lebbra, vaiolo.

Nel neolitico è forte la violenza interpersonale: cranio rotto.

In questi 10.000 anni si è modificato il genoma umano, ma non così tanto se pensiamo che l’uomo Sapiens esiste da 200.000. Nel neolitico sono comparse le mutazioni del DNA che ci rendono resistenti ai virus e batteri. Aumenta il colesterolo (buono) HDL.

Facendo i conti non sembra che le condizioni di vita siano tanto migliorate, eppure ovunque l’agricoltura si afferma e così le città.

Città del Neolitico

La più antica abitazione lignea è del 9.000 a.C., è stata trovata nello Yorkshire in UK.

Le case più antiche in Palestina 10.000 anni fa.

La prima città Catal Huyuk 9.100 anni fa. Dopo 600 anni era abitata da 10 000 persone. Costruita con mattoni crudi come un alveare, senza porte o finestre, infatti infatti si camminava sui tetti. Le celle erano intonacate all’interno. Si entrava da una apertura del tetto, da cui usciva il fumo del forno. I propri morti venivano sepolti sotto il pavimento delle case. Avevano oggetti che arrivavano dall’anatolia e dal Mar Rosso, quindi commerci lontani.

Catal Huyuk dopo 1500 anni venne abbandonata.

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Le popolazioni europee erano molto scure di pelle, durante le glaciazioni si ritirarono a sud dei Pirenei e delle Alpi.

Nel Caucaso meridionale 15.000 anni fa nei cacciatori raccoglitori dalla pelle molto scura compare la mutazione che rende la pelle chiara. Questi sono i progenitori dei primi agricoltori dell’Anatolia e Siria. Questi agricoltori, con il rialzarsi delle temperatura, emigrarono verso l’Europa schiarendo la pelle degli attuali europei. Questi agricoltori chiari soppiantarono facilmente le poco numerose popolazioni di cacciatori scuri presenti in tutta Europa.

Le popolazioni danubiano incorporarono il 5% delle preesistenti popolazioni scure.

Anche le lingue indo europee si sarebbero mosse nello stesso modo, secondo gli uni partendo dalle pianure tra i mari Caspio e Nero, secondo altri dal sud dell’Anatolia che poi è la più probabile

Età del rame

Età del rame tardo neolitico 5.000 anni fa la mummia Orzi.

L’uomo iniziò a cavalcare 5.000 anni fa, e 4.000 anni fa abbiamo la prima rappresentazione artistica conosciuta di un essere umano a cavallo.

I tassi di crescita dell’homo sapiens

Se si ipotizza che l’homo sapiens sia comparso sulla Terra 100.000 anni fa, col calcolo esponenziale possiamo dedurre che sia cresciuto a un tasso annuo dello 0,01 per mille.

Secondo gli studiosi 10.000 anni fa la popolazione era costituita da 8 milioni di homo sapiens.

Con l’allevamento 10.000 anni fa e l’agricoltura 7.000 anni fa il tasso annuo di crescita è giunto allo 0,44 per mille.

4.000 anni fa presso i Sumeri comparve la scrittura, tanto che ai tempi di Gesù la popolazione mondiale raggiungeva i 250 milioni. Durante tutta l’era cristiana fino alla rivoluzione industriale nell’ottocento la popolazione ha raggiunto il miliardo e 250 milioni. All’alba del 2.000 giungiamo ai 6 miliardi.

Il 1968 è il momento in cui c’era il massimo tasso annuo il 21 per mille, da allora con gli anticoncezionali si è ridotto il tasso di crescita al 15 per mille nel 2020.

Comunicare è collaborare

Gli uomini con il linguaggio comunicano fra loro tutto, mentre gli animali solo alcune cose. Il fatto di comunicare migliora la cooperazione. L’uomo collabora con estranei al suo gruppo famigliare, gli animali no.

Tassonomia dell’Homo sapiens

Classificazione tassonomica