In Italia abbiamo un milione di malati di Alzheimer, e altri 200.000 malati di altre demenze, la vascolare, la frontotemporale, quella a Corpi di Lewy: totale 1.200.000 casi di demenza.
Tipi di Alzheimer
Il 3-5% dell’Alzheimer è genetico, mentre il 95-97% è sporadico.
Genetica dell’Alzheimer
L’Alzheimer genetico è trasmissibile al 99%, è una gene dominante e la malattia compare già a trent’anni ed è più veloce. Nell’Alzheimer sporadico è maggiore la probabilità che compaia nei discendenti, anche se spesso salta qualche generazione, ma poi torna. C’è un collegamento fra Alzheimer e genetica immunitaria e del metabolismo del colesterolo.
Il gene dell’apolipoproteina E, che trasporta grassi e colesterolo, se abbiamo un solo allele la probabilità di ammalarsi è tripla, se l’allele è doppio è 12 volte tanto.
Sesso
L’Alzheimer nelle donne è 2 volte più frequente che negli uomini, sembra sia importante il crollo degli estrogeni con la menopausa. C’è un collegamento tra malattie cardiovascolari e Alzheimer, infatti le donne sono più soggette anche a ictus. Così le donne che vanno in menopausa presto, eclampsia o gestosi in gravidanza, gli uomini con tumore alla prostata sottoposti a terapia anti androgena.
Le lesioni da Alzheimer sono macroscopiche e microscopiche.
Lesioni macroscopiche
L’Alzheimer nella fase iniziale colpisce l’ippocampo danneggiando la memoria spaziale, poi si diffonde nella vicina corteccia attentiva.
Lesioni microscopiche
Beta amiloidi e proteine tau.
Esternamente ai neuroni si formano le placche di beta amiloidi.
La betaamiloide non si sa a cosa serva, ma nella malattia è abbondante. Nelle forme genetiche (5%) si ha una sovraproduzione di betamiloide, nelle forme sporadiche (95%) non si sa se è sovraprodotta o se non viene eliminata.
La beta amiloide è normalmente presente, ma in alcune persone già a 50 anni incominciano a formarsi le placche di beta amiloide fosforilata.
Normalmente durante un nuovo apprendimento si formano dei nuovi dendriti. I grovigli di beta amiloide impediscono la formazione di nuovi dendriti, compromettendo così la memoria a breve.
Internamente ai neuroni si formano grovigli di proteine tau che portano alla morte dei neuroni, perdita di massa cerebrale, compromettendo così la memoria lontana. La morte del neurone significa perdere le vecchie sinapsi, e quindi i vecchi ricordi.
Con la PET si possono osservare le due lesioni, nel liquido cefalo rachidiano e nel sangue con biomarcatori.
Nelle persone normali che passano una notte insonne, la mattina successiva si svegliano con più betamiloide.
I primi segni
L’ippocampo è una delle prime aree a essere colpita, e la memoria spaziale, ad es. per tornare a casa.
Già nei 20anni precedenti si poteva osservare apatia, irritabilità, cambio di personalità, disorientamento e confusione.
Attualmente ci si impiega 2 anni per giungere a una diagnosi di Alzheimer.
Fattori di rischio
12 fattori di rischio modificabili: ipertensione, isolamento sociale, calo dell’udito, depressione, basso livello di istruzione, trauma cranico, pressione alta, obesità, diabete, alcool, fumo, inquinamento.