La tettonica delle placche studia il movimento delle placche. Le placche sono porzioni superficiali della crosta terrestre.

La tettonica delle placche è una teoria che immagina che la crosta terrestre e i suoi continenti come zattere che galleggiano su un mantello in perenne movimento

C’è voluta molta osservazione e poco ragionamento per scoprire questa verità che spiega il movimento della crosta.

Secondo la Teoria della tettonica delle placche, la Terra appena creata era una palla fluida e infuocata, che nell’arco di 4 miliardi di anni andò a raffreddarsi a partire dai Poli. Le parti fredde e solide poi si saldarono solo 300 milioni di anni fa formando la Pangea. La Pangea era unico mega continente lambito da un unico mega oceano, ma non si fermò e ancora oggi si muove.

Gli indizi tettonici

L’intuizione che i continenti attuali derivino da un unico grande continente nasce dall’osservazione:

1) forma omologa dei continenti America e Africa, l’Atlantico si allarga di 2 cm all’anno.

tettonica delle placche

2) tipi di rocce che si affacciano sulle due sponde dell’Atlantico: simili,

3) resti fossili di rettili e felci,

4) il paleomagnetismo cioè segni del magnetismo di tanto tempo fa, le rocce di quà e di là dell’Atlantico puntano al loro “stesso” Nord. Al di sotto una certa temperatura (diversa per ogni minerale), i minerali magnetizzabili cristallizzano, mantenendo la direzione del campo magnetico esistente di quel lontano momento. 

Perdita di calore: motore della tettonica

Questi movimenti della crosta terrestre portano una lenta ma costante perdita di calore. Gran parte del calore è quello originario nel momento della formazione della Terra, 4,6 Ga (giga o miliardi di anni) fa, e in piccola parte deriva dal decadimento radioattivo.

Quando il pianeta Terra si spegnerà anche la deriva dei continenti cesserà, e diventeremo un pianeta tettonicamente morto come la Luna.

Conseguenze sulla vita

 La costante perdita di calore, da miliardi di anni, ha fatto sì che gli oceani non si congelassero.

Grazie a questo la vita sulla Terra si è potuta sviluppare come la conosciamo.

Se invece gli oceani si fossero congelati la vita sarebbe rimasta isolata nelle profondità di essi e tutto sarebbe infinitamente diverso.

Modifiche geografiche

1 miliardo di anni fa

1 miliardo di anni fa c’era il subcontinente Rodinia,: Australia e Nord America erano uniti.

250 milioni di anni fa

Nell’Era Mesozoica 230 milioni di anni fa esisteva un unico continente la Pangea e un unico grande oceano la Pantalassa, ma in questo momento inizia a disgregarsi.

L’America latina si stacca dall’Africa.

Si forma l’oceano Atlantico settentrionale: un enorme vulcano grande come 1/10 la superficie della Luna scinde la Pangea, separando l’America del nord dall’Africa.

L’Africa staccandosi dalle Americhe, è libera di scorrere verso nord, 4 mm all’anno, per scontrarsi con l’Europa e formare la catena alpina alta 4.000 metri.

L’Australia si stacca dall’Antartide dirigendosi a nord.

L’India si muove velocemente, 5 cm all’anno verso nord, dove incontra la placca euroasiatica, formando la catena himalaiana alta 8.000 metri.

I due continenti americani erano separati, le correnti marine li lambivano, ma prima dei vulcani e poi i depositi marini, formarono l’istmo di Panama, chiudendo il passaggio delle correnti marine. Ciò provocò un cambio delle correnti e l’esito fu una glaciazione.

Mar Mediterraneo

Nell’Era Mesozoica 230 milioni di anni nella zona equatoriale c’era un braccio di oceano (la Tetide) che da est incominciò a insinuarsi per dividere la Pangea. La Tetide creò due supercontinenti: a nord la Laurasia e a sud il Gondwana.

Dapprima la Tetide si espanse, poi 130 milioni di anni fa l’Africa avanzò a nord, portando sempre più a nord la Tetide, che pian piano risultò schiacciata sull’Europa.

45  milioni di anni fa lo scontro India Asia formò dell’Himalaya, e lo scontro Africa in subduzione sull’Europa formò le Alpi.

7 milioni di anni fa si chiuse lo stretto di Gibilterra causando ripetute precipitazioni saline che hanno causato depositi di gesso, sale e carbonati.

Oggi quel che resta della Tetide tropicale è il mar Mediterraneo, a nord dei Tropici. 

I segni dei tropici rilevabili in Italia sono le Dolomiti trentine e le Alpi Apuane toscane.