Il Terremoto

Cosa pensavano gli antichi dei terremoti ?

Aristotele nel 300 a.C., forse paragonando il ventre della Terra con il ventre degli essere
viventi, diceva che i sismi sono turbini di vento compresso del ventre della terra in
cerca di una via d’uscita.

La sismologia

La sismologia è la scienza che studia i terremoti.

Il terremoto è un fenomeno catastrafico che lascia un segno che resta per secoli e
secoli, per questo è necessario lo studio.
La sismologia è una scienza giovane, è difficile prevedere un terremoto.

 

 L’Ipocentro

Il punto di rottura profondo si chiama Ipocentro.
L’Ipocentro è il punto da cui si propaga un sisma.
Il 75% dei sismi sono superficiali, hanno Ipocentro fino a 70 km di profondità.
Il 22% dei sismi sono intermedi, hanno Ipocentro tra i 70 e i 300 km di profondità.
Il 3% dei sismi sono profondi, hanno Ipocentro tra i 300 e i 700 km di profondità.
Sono superficiali i terremoti originati dalle dorsali oceaniche.
L’80% dei terremoti originano dalla subduzione attorno all’oceano Pacifico e sono a
profondità variabile.
Il 20% dei terremoti originano dallo scontro tra continenti, scontro che ha portato alla
formazione di giovani catene montuose tipo Alpi ed Hymalaia.
Dall’ipocentro si liberano onde sismiche che poi riverberano anche in superficie.
Un terremoto con ipocentro superficiale colpisce una zona più ristretta, ma è molto più
devastante di uno con ipocentro profondo.
In un terremoto abbiamo due tipi di onde: onde profonde e onde superficiali.

eè iiil Le Onde profonde o di volume

L’Onda profonda dall’ipocentro si diffonde su una superficie sferica, e man mano che si
allarga perde molta forza.
Esistono due tipi di Onde: onde P e onde S.
Le Onde P sono longitudinali e si propagano più velocemente a 4-8 km/s. Si propagano
in modo elastico con compressioni e dilatazioni ripetute.
Le Onde P si propagano nel solidi, nei liquidi e nei gas.
Le Onde S sono perpendicolari o trasversali e si propagano più lentamente a 2-4 km/s.
Le Onde S si propagano solo nel solidi.
Ad esempio le Onde S non si propagano nelle camere magmatiche di un vulcano o nel
nucleo esterno della Terra, perché fluidi.
Il diverso comportamento di Onde P ed Onde S ci ha fatto capire come è fatta nel
profondo la Terra.

Quando le onde sismiche raggiungono il nucleo esterno fuso rallentano: il nucleo esterno è grande come Marte, fluido poco meno dell’acqua; più all’interno c’è il nucleo solido grande come la Luna.

 

 L’Epicentro

La proiezione in verticale dell’ipocentro sulla superficie terrestre è l’Epicentro.
Il sismografo rileva la distanza da cui arriva l’onda sismica profonda S e P, ma non sa il
punto da cui parte.
Con almeno tre sismografi distanziati fra loro, si costruiscono tre cerchi con il raggio
corrispondente alla distanza rilevata.
Il punto di intersezione dei tre cerchi rileva l’Epicentro, e quindi andando verticalmente
verso il basso si rileva l’ipocentro.

Le Onde superficiali

L’Onda profonda quando giunge in superficie, dà origine all’Onda superficiale.
L’Onda superficiale è una onda lenta, ma è la vera causa dei disastri sismici.
L’Onda superficiale si diffonde su una superficie cilindrica che si allarga sempre più. La
diffusione cilindrica è meno dispersiva della diffusione sferica tipica delle onde profonde.
Esistono due tipi di Onda superficiale: R e L
L’Onda superficiale R viaggia a 2,7 km/s similmente a un’onda marina, compiendo
movimenti ellittici perpendicolarmente al terreno.
L’Onda superficiale L viaggia a 3 km/s oscilla trasversalmente rispetto alla direzione di
propagazione dell’onda.
L’Onda superficiale percorre lunghe distanze e può fare più giri attorno alla terra.

Scandaglio del centro della Terra

La Misurazione di un terremoto

La forza sprigionata da un terremoto si misura usando la scala Richter, oppure si può
misurare il danno fatto con la scala Mercalli.
La scala Richter è una scala logaritmica, per cui ogni 0,2 punti abbiamo il doppio di
forza liberata.
Esempio un terremoto di 6,2 di magnitudo Richter ha sprigionato doppia energia di un
terremoto con magnitudo 6,0.
Uno dei terremoti più violenti è avvenuto in Cile nel 1960 con 9,5 di magnitudo Richter.

Deformazione del mantello e della crosta terrestre

Le rocce subiscono pressioni longitudinali e trasversali, per cui si deformano piegandosi in profondità, oppure rompendosi in vicinanza della superficie.

 I Terremoti in Italia

In Italia i Terremoti sono superficiali, l’ipocentro è a non più di 15 km di profondità.
La magnitudo è minima nelle Alpi piemontesi occidentali e massima in Sicilia dove
raggiunge il valore 7 di magnitudo.
Nell’estremo Sud Italia l’ipocentro è molto superficiale.
I Terremoti italiani sono la conseguenza dello scontro geologico di due mega placche.
Le regioni senza terremoti sono la Sardegna e la Puglia.

Lo scontro tra placca africana con la placca euroasiatica

Il Mar Mediterraneo è la sede dello scontro geologico della placca africana che
sprofonda sotto la placca euroasiatica.
La linea di demarcazione delle due placche è punteggiata dalle montagne: da Ovest
l’Atlante marocchino, fino alle Madonie siciliane, poi l’Aspromonte e la Sila calabrese,
quindi risale per tutto l’Appennino, fino alle Alpi, quindi a est le Dinariche croate, infine il
Pindo albanese macedone e greco.

L’Italia si accorcia di 3 mm all’anno

Il Sud Italia corre con la placca africana verso Nord in Subduzione avanzando di 4 mm
all’anno.
Così anche il Nord Italia spinge verso Nord sulla placca euroasiatica, ma avanzando
solo di 1mm all’anno.
Ne consegue che l’Italia si accorcia di 3 mm all’anno.

La Previsione dei Terremoti

Esiste una correlazione tra l’anidride carbonica presenti nelle sorgenti d’acqua e la
comparsa successiva di Terremoti.
L’anidride carbonica atmosferica in un lontano passato assorbita come carbonato di
calcio, ora si trova ingabbiata nelle rocce in profondità.
Quando in profondità nella crosta ci sono dei movimenti, l’anidride carbonica disciolta
nell’acqua, può trovare una via di fuga. Quindi la CO2 manifesta possibili Terremoti
profondi.

Cosa fare per prevenire i danni dei terremoti?

L’ingegneria oggi studia i punti deboli degli edifici di fronte a una scossa e cerca
adeguare le strutture rendendole elastiche per superare gli effetti nefasti del terremoto.