John Nash con la teoria dei giochi ha dimostrato che non sempre l’egoismo paga, è il caso del dilemma del prigioniero.

Il dilemma del prigioniero

Due ladri, Pinco e Pallino, vengono acciuffati dai Caramba.

Pinco e Pallino sanno che il primo che accusa l’altro verrà graziato, mentre l’altro subirà 5 anni di carcere.

Pinco e Pallino sanno che se ciascuno si autoaccuserà, entrambi subiranno 3 anni di carcere.

Pinco e Pallino sanno che se stanno zitti, senza autoaccusarsi e senza accusare l’altro subiranno solo un anno ciascuno.

La soluzione migliore per ciascuno sembra la prima, cioè quella dell’egoista, ma mediamente avremmo 2,5 anni di carcere ciascuno, contro un anno solo del terzo esempio, cioè della collaborazione.

Infatti se anni dopo dovessero essere riacciuffati, ormai senza più fiducia nell’altro, farebbero gara ad accusarsi, così sicuramente tutti e due prenderebbero più di 1 solo anno.

Come si vede talora è meglio cooperare che competere.

La Teoria dei giochi nei trapianti

La Teoria ha avuto applicazione pratica nei trapianti di rene, per lo scambio dei reni fra vivi:

io voglio dare un mio rene a mio fratello ma non siamo compatibili, tu vuoi darlo a tuo fratello ma non siete compatibili, possiamo scambiarci i reni fra noi quattro.

Immaginate che ci siano in giochi molti più geni, allora ci vuole un ampio parco donatori, ed è ovvio che non è così semplice accontentare tutti: con la teoria dei giochi si costruisce una catena che permette il trapianto nelle migliori condizioni genetiche per tutti.