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La storia della scoperta dell’Universo così lunga, ma ancora così misteriosa: nasce dall’osservazione delle stelle dell’uomo di sempre, da Tolomeo ad Einstein, passando per Hubbel.

Il modello di Tolomeo metteva al centro dell’Universo la Terra e poi il Sole, i pianeti e le stelle che le giravano attorno.

Il modello di Copernico metteva al centro dell’Universo il Sole non la Terra, poi  i vari pianeti e più esternamente le stelle.

Si pensava che l’Universo fosse infinito, statico ed esistesse da sempre. Se così fosse il cielo notturno sarebbe luminoso come il giorno. Ma perché non lo è sebbene pieno di stelle? Perché l’Universo ha una data di nascita e si allarga, per cui la luce delle stelle non si avvicina a noi ma si allontana, tanto che ci sarà un tempo in cui il cielo notturno sarà completamente oscuro, senza stelle.

Nel settecento si scopri la via lattea, e poi delle forme a spirale che chiamarono nebulose, e intuirono l’esistenza di altre galassie. Ma mancava la definizione delle distanze.

La luminosità non è assolutamente un criterio per stimare la distanza di una stella, vediamo come si è proceduto: parallasse e pulsar.

storia della scoperta dell'Universo

Un primo passo verso la conoscenza delle distanze si ebbe studiando la parallasse: si misura la posizione di una stella vicina rispetto a una stella lontana in due punti nel moto di rivoluzione terrestre, a distanza di 6 mesi: quanto più la stella è vicina, tanto maggiore è la distanza percorsa nel moto apparente dalla stella lontana.

Ma solo all’inizio del novecento con la scoperta delle stelle pulsanti si riuscì a definire le vere dimensioni dell’Universo. La loro luminosità è correlata al ritmo di pulsazione: quanto più distante tanto minore è il ritmo di pulsazione.

Fino agli anni venti del novecento si riteneva che esistesse solo una grande galassia. Ma con il nuovo telescopio di Hubbel studiando le stelle pulsanti nel 1923 si scoprì che Andromeda era una galassia fuori dalla Via Lattea, distante 2,5 milioni di anni luce.

Andromeda la più vicina nell’Universo.

Quindi avevamo esteso di miliardi di volte le dimensioni dell’Universo.

Ma solo con la nuova matematica di Einstein si capì qualcosa di più, la storia della scoperta dell’Universo fece un passo avanti: la matematica ha soppiantato l’osservazione della volta celeste.