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Il compenso renale inizia dopo 6 ore dall’avvento avverso, dopo 3-4 giorni è in piena attività: è lento rispetto al compenso respiratorio ma molto più efficiente.

Il sangue renale è carico di CO2, la CO2 entra nelle cellule del tubulo prossimale renale, quì l’enzima anidrasi carbonica idrata la CO2 trasformandola in H2CO3. L’acido carbonico si scinde spontaneamente in HCO3- che si ritrova nel liquido filtrato. Nel tubulo prossimale renale avviene l’80% del riassorbimento del bicarbonato, che perde definitivamente l’idrogeno scambiandolo con un ione sodio. Si ritroverà poi nel sangue il bicarbonato di sodio.

Nel tubulo distale renale avviene il 20% del riassorbimento del bicarbonato, che perde definitivamente l’idrogeno scambiandolo con un ione potassio.

L’idrogeno H+ nelle cellule del tubulo renale si lega all’ammoniaca NH3 formando lo ione ammonio NH4+ che finisce nel filtrato e viene eliminato con le urine.

Insieme all’idrogeno vengono anche eliminati i fosfati. I fosfati vengono principalmente dalla dieta, ma se l’acidosi persiste ci sarà anche una smobilitazione ossea.

Il riassorbimento renale di bicarbonato è più lenta ad instaurarsi, ci impiega almeno 6 ore, ma ha un costo energetico inferiore, cioè è più efficiente.