La Roccia Sedimentaria Organica deriva da resti di animali o vegetali, grandi o piccoli, morti e precipitati nei fondali marini.
Esistono tre tipi di Roccia Sedimentaria Organica: dolomie, selci e combustibili fossili.

Le Dolomie
La dolomia alterna strati di carbonati con strati di calcio e magnesio:
CaMg(CO3)2 è semidura, nella scala Mohs ha valore 3,5-4, molto più dura del calcio carbonato CaCO3.
Quando il calcio carbonato supera il 65% e quindi i silicati sono al 35%, parliamo di Dolomie. L’opposto sono le argilliti, cioè molti silicati e pochi carbonati.
Le dolomie derivano dalla diagenesi operata dai sali di magnesio disciolti nell’acqua, sui gusci o scheletri calcarei di microrganismi o animali marini.
Le Dolomiti “marine” in Trentino Alto Adige si spiegano solo col galleggiamento e migrazione dei continenti. Nel Mesozoico, 250-65 milioni di anni fa, l’Italia era un arcipelago tropicale in cui prosperano le barriere coralline. Nello scontro tra placche le dolomie si innalzano sopra il livello del mare, fino a diventare montagne.
Le Selci
Le Selci sono rocce sedimentarie composte di silice.
La silice delle Selci proviene o da animali con guscio siliceo oppure dal classico sedimento clastico, frantumato da agenti atmosferici o fiumi…
Gli animali a guscio siliceo sono protozoi (radiolari, silicoflagellati), alghe brune unicellulari, eucariote come le diatomee, e da poriferi pluricellulari come le spugne.
La Selce è una pietra che si scheggia facilmente, perché poco elastica, ma è dura quanto il quarzo: 6-7 nella scala Mohrs.
Lo sfruttamento umano della Selce risalirebbe a più di 30.000 anni fa.
La scala Mohrs è una scala della durezza delle rocce:
Dolomie-Carbonato durezza 3
Selci-Silicato durezza 6.
Le Marne
Le Marne sono strati di depositi marini di dolomie-carbonati e arenaria-silicati.
Nella Marna, il calcio carbonato rappresenta il 35% – 65% della roccia.
Quando c’è poco calcio carbonato parliamo di argillite, quando ce n’è tanto parliamo di dolomie.
Esempi di coste italiane marnose:
Il Conero anconetano nella sua parte centrale, tra Portonovo e Sirolo è una falesia puramente calcarea, mentre a nord e sud è falesia marnosa.
La Scala dei Turchi, vicino ad Agrigento, è un deposito alternato di calcari (gesso) e marne tra due spiagge di sabbia. I carbonati della Scala dei Turchi derivano dalla deposizione marina di protozoi rivestiti da un guscio minerale, i Foraminiferi.
Il Tufo vulcanico
Il Tufo è una pietra leggera, ne esistono due tipi: uno di origine vulcanica e uno sedimentario calcico.
Il Tufo Vulcanico deriva dall’attività esplosiva di un vulcano che libera lapilli, piccoli frammenti e polveri, che poi per diagenesi diventano coerenti.
Il Tufo Vulcanico è composto soprattutto da feldspati (sanidino) e inosilicati (pirosseni) che vengono espulsi come lapilli di diametro di pochi millimetri.
Il Tufo Vulcanico ha media durezza ed è facilmente lavorabile.
Le grotte carsiche
La CO2 atmosferica si discioglie nell’acqua piovana è la rende leggermente acida.
L’acqua piovana, leggermente acida, scava delicatamente goccia a goccia le rocce calciche CaCO3, formando bicarbonato di calcio Ca(HCO3)2. Nel tempo si formano caverne, e il carbonato di calcio disciolto forma le stalattiti e stalagmiti.
Sulle stalagmiti e stalattiti si compiono studi di datazione con la tecnica dell’uranio torio.
Gli occhi pollini

Gli occhi pollini sono piccole cavità che originano da sedimenti di carbonati che poi si sono disciolti, si trovano nella zona pedemontana, a sud dei laghi di Como e Varese.
Gli occhi pollini danno problemi di stabilità, per cui sono necessari dei carotaggi prima di edificare o realizzare nuove strade.
I Crotti
Il crotto non è una grotta carsica. Il crotto è la conseguenza della frana di un versante della valle.
La frana lascia passare comunque un pertugio, uno spazio libero, che permette un effetto camino tra le vene di acqua sotterranee e l’atmosfera esterna.
Nel crotto ci sono perennemente correnti d’aria fredda provenienti dal sottosuolo.
Questo spiega l’aria costantemente a 8°C per tutto l’anno, estate ed inverno.
Il crotto più famoso nel Nord Italia è l’anfratto della Caurga in Val Chiavenna.
Il crotto permetteva di non usare conservanti come l’olio, o il sale, era da sempre il frigorifero dei valligiani.
I Combustibili Fossili
Un tipo particolare di rocce sedimentarie sono i combustibili fossili: carbone, gas naturale e petrolio.