Seleziona una pagina

Il ciclo dell’azoto è una catena di reazioni che dall’azoto atmosferico N2, passando per l’ammoniaca NH3 e NH4+, e poi ai nitriti NO2- e nitrati NO3- (tutte forme di azoto inorganico o minerale), giunge agli aminoacidi e acidi nucleici (azoto organico) e poi con la morte di piante e animali ritorna ad essere inorganico: NO3-, NO2-, NH3, NH4+, N2.

ciclo dell'azoto

La fissazione dell’azoto

La trasformazione dell’azoto molecolare N2 in ammonio NH4+ o ossidi di azoto si dice fissazione. Per produrre una mole di azoto fissato sono necessarie 160 kcal con cui rompere il triplo legame della molecola biatomica N2.

L’azoto fulminato N2 > HNO3

L’azoto atmosferico N2 è un gas inerte, che rappresenta il 78% dei gas atmosferici.

I due atomi di azoto sono tenuti assieme da un triplo legame, che rende la molecola molto stabile. Per rompere il triplo legame è necessaria molta energia che viene fornita dai fulmini e dalle radiazioni ultraviolette, e l’azoto diventa monoatomico N.

L’azoto monoatomico si ricombina con l’ossigeno atmosferico per formare il 90% degli ossidi di azoto presenti in atmosfera (Origine della vita).

Altre fonti di azoto atmosferico sono le eruzioni vulcaniche, gli incendi boschivi e la combustione degli idrocarburi.

In atmosfera troviamo il monossido di azoto NO, che ossidando diventa biossido di azoto o ione nitrito NO2- e triossido di azoto o ione nitrato NO3-.

Gli ioni nitrito NO2- reagiscono con l’acqua atmosferica e diventano acido nitroso HNO2, mentre gli ioni nitrato NO3- diventano acido nitrico HNO3.

In atmosfera oltre agli ossidi e acidi di azoto troviamo anche quelli di zolfo che però derivano solo dall’inquinamento, dagli incendi e dai vulcani.

Le molecole d’azoto e di zolfo dell’atmosfera precipitano a terra come piogge acide che in grandi quantità danneggiano i vegetali.

La quantità di azoto nitrico riversato ogni anno con i temporali estivi è di 10 kg/ha (ettaro) anno al sud Italia e 20 kg/ha anno al nord Italia perché ci sono più temporali. Infatti 1000 mm di pioggia corrispondono a 10.000 metri cubi di acqua piovana contenente 2 mg di azoto per litro.

Azotofissatori liberi

Liberi nel terreno troviamo gli azobacter che assieme ai cianobatteri, funghi e licheni fissano mediamente 1 kg di azoto per ettaro. Liberi perché non associati a piante: né graminacee, né leguminose.

Azotofissatori graminacee

Nei Tropici le radici delle graminacee esistono degli azotofissatori che non formano noduli: Azospirillum (grano, mais e riso), Gluconacetobacter, Herbaspirillum (endofiti) e Burkholderia. Gli Azotofissatori delle graminacee fissano 34 kg di azoto per ettaro.

Azotofissatori leguminose

Gli azotofissatori delle leguminose fissano il 40%  dell’azoto fissato biologicamente sulla Terra.

Sono rizobi simbionti incarcerati nei noduli delle radici delle leguminose, fissano 100 kg di kg di azoto per ettaro e il 90% lo cedono alle piante. Il rizobio si incista formando dei noduli nelle radici della leguminosa ospite: endosimbiosi.

Ogni diversa specie di leguminosa ha il suo specifico rizobio:

Rhizobiumkg di azoto
fagiololeguminosarum bv phaseoli40
soia60
Trifoglio incarnatoleguminosarum bv. trifolii 240
Erba medicameliloti300
azoto fissato ad anno

In agricoltura durante la semina si aggiunge il rizobio specifico al suo seme, i ceppi inoculati sono largamente ancora presenti nei noduli anche dopo una decina d’anni dall’inoculazione iniziale.

Nei rizobi l’enzima nitrogenasi utilizza l’aria: N2 + 8H+ + 8e- > e consumando 8 ATP ottiene > 2NH3 + H2.

Il massimo della fissazione dell’azoto avviene all’inizio della fioritura della leguminosa.

Dopo poche ore di vita il rizobio muore e rilascia ammonio e nitrati appena prodotti.

Nei noduli delle radici di trovano amminoacidi solubili che risalgono dalla radice alle foglie.

Il 50% di azoto fissato si trova nella leguminosa fuori terra, il 20% resta nei noduli o tubercoli delle radici e il restante 30% viene rilasciato nel terreno, e può essere utilizzato da qualsiasi vegetale.

Ciclo dell'azoto

L’azoto dei concimi

L’azoto può essere apportato dai concimi organici e concimi minerali.

I concimi organici come letami e liquami e i concimi minerali come l’urea, il solfato d’ammonio,…

L’urea CO(NH2)2 nel terreno diventa NH3.

L’azoto dei liquami e del digestato

Il digestato degli impianti di biogas contiene 4,5 kg di azoto per metro cubo, soprattutto come ione ammonio. L’azoto ammoniacale è la forma di azoto più stabile nel suolo e più disponibile per le piante. Tuttavia se non viene interrato volatilizza. Nel suolo, i batteri Nitrosomonas nitrificano lo ione ammonio in nitrato (NO3-), che denitrifica a protossido di azoto e quindi torna in atmosfera. Per tale ragione gli agricoltori usano dei prodotti che contrastano i batteri nitrificanti: NH4+ > NO3- > N2.

Nitrificazione

La Nitrificazione è la degradazione dell’azoto ammoniacale operata dai batteri Nitrosomonas presenti nel terreno, perciò l’agricoltore deve sapere quanti batteri sono presenti nei suoi terreni.

L’argilla rilascia lentamente NH3 e NH4+, e lentamente vengono degradati prima in NO2- nitrito e poi in NO3- nitrato.

Denitrificazione

La Nitrificazione è la degradazione dell’azoto molecolare in azoto atmosferico N2, è operata dai batteri Hyphomicrobium presenti nel terreno.

Nitrati nei terreni agricoli

Nei terreni agricoli la concentrazione di azoto deve essere almeno dell’0,1% , per cui un ettaro di terreno agricolo nei primi 50 cm di profondità deve contenere almeno 6.500 kg di azoto.

Di questi 6.500 kg di azoto il 95% è costituito da azoto organico inutilizzabile, il restante è inorganico: 4% di ammonio NH4+ legato all’argilla, e solo l’1% è ione nitrato NO3- libero, quindi solo 65 kg di azoto per ettaro sono utilizzabili. I nitrati si muovono liberamente nel terreno alla ricerca delle radici delle piante che li assorbono. Ma la storia dei nitrati non finisce qui:

  1. il movimento dei nitrati è ostacolato nei terreni acidi, contenenti caolino ed ossidi di ferro, di alluminio,
  2. in parte i nitrati possono subire una denitrificazione batterica e tornare nell’atmosfera come N2,
  3. i nitrati possono percolare in profondità nei terreni sabbiosi e se c’è molta acqua: pioggia e irrigazione.

L’azoto per le non leguminose NO3-

In teoria la radice della pianta può assorbire l’ammoniaca NH3 o lo ione ammonio NH4+, ma essendo uno ione positivo si lega ai terreni argillosi (OH-) e alla sostanza organica (COO-).

Legarsi all’argilla non è un male, perché si riduce la perdita per lisciviazione, invece nei terreni sabbiosi è facilmente perso e di questo ne parleremo alla fine.

Invece i nitrati NO3- ioni negativi si muovono nei terreni e quindi possono raggiungere le radici.

Non parliamo di nitriti NO2- vengono trasformati rapidamente in nitrati NO3-.

Il ciclo dell’azoto nella pianta

Nelle foglie giovani immature delle leguminose c’è un 5% di azoto, mentre in quelle mature solo un 2% di azoto, mentre nelle graminacee questi valori si dimezzano.

Il nitrato NO3- nelle radici e dei cloroplasti delle foglie viene ridotto a nitrito NO2- e poi nuovamente ridotto a ione ammonio NH4+.

Ora l’ammonio può essere utilizzato per la sintesi proteica.

Ma come tutte le cose, anche le piante muoiono.

La mineralizzazione: l’Humus

I vegetali morti vengono decomposti dai batteri e diventano humus.

I carboidrati delle piante sono usati dai batteri per trarre energia: 2/3 del carbonio diventa CO2 e torna all’atmosfera, e 1/3 del carbonio serve per la costruzione di nuove cellule batteriche e fungine.

Le piante morte e i residui culturali in genere contengono il 5% di azoto, composto da proteine e ac.nucleici.

Gli aminoacidi sono composti da una ammina NH2 che viene mineralizzata ad ammonio NH4+ e poi nitrato NO3-.

L’azoto finisce nella riproduzione batterica e in altre molecole che si ritrovano nell’humus.

Nell’humus il rapporto C/N è 10,5.

Se c’è molto azoto e il rapporto è inferiore a 24, l’azoto eccedente diventa azoto minerale nel terreno: NO3-, NH4+, NO2-, N2.

Se c’è molto carbonio e il rapporto è superiore a 24, i batteri utilizzano l’azoto minerale presente nel terreno.

Cosa succede in un campo di frumento duro dove vengono interrati 50 qli di paglia ? La paglia si trasforma in 6 qli di humus.

Com’è il bilancio dell’azoto ? Nella paglia di frumento c’è uno 0,5% di azoto quindi nel terreno apportiamo 25 kg di azoto. Nell’humus c’è un 5% di azoto quindi ci troviamo 30 kg di azoto. I 5 kg di azoto che ci troviamo in più sono stati procurati dai batteri prendendoli dal terreno.

La mineralizzazione dell’azoto: NH2 ammina > NO3-

La mineralizzazione è la demolizione dell’ammina dell’aminoacido NH2 a nitrato NO3-.

La mineralizzazione da un punto di vista agricolo deve essere più lenta possibile, per rilasciare molto gradualmente il nitrato che se non utilizzato dalla pianta poi si perde.

I fattori che influiscono sulla mineralizzazione dell’humus sono la temperatura, l’ossigeno, l’umidità, il pH del terreno, la stagionalità e la qualità dell’azoto organico:

1. la temperatura è ottimale a 30°C, ma con un range tra 5 e 40° C,

2. la presenza di ossigeno e quindi il terreno sabbioso più ossigenato di quello argilloso e le lavorazioni come l’aratura aumentano l’ossigenazione,

3. l’umidità favorisce la vita dei batteri ma se troppa riduce l’ossigenazione e la temperatura,

4. pH neutro

5. L’Italia centro meridionale è siccitosa per cui il momento di massima mineralizzazione si ha in Primavera ed Autunno,

6. La sostanza organica azotata ha tempi di mineralizzazione molto differenti: i batteri morti costituiscono il 5% dell’azoto e si demoliscono in pochi mesi, un 45% azoto organico si demolisce nell’arco di 1-20 anni, e un restante 50% di azoto che è mineralizzabile nel corso di più secoli se non millenni.

Le fasi della mineralizzazione

La mineralizzazione da NH2 a NO3-:

1.ammonificazione: NH2 > NH4+ è operata da batteri (Bacillus, Clostridium, Pseudomonas), attinomiceti (Streptomyces) e funghi (Aspergillus, Penicillium e Fusarium). Nei boschi il terreno è acido e lavorano meglio i funghi.

2 .nitritazione: NH4+ > NH2OH idrossilammina > NOH > NO2- nitrito è operata dai batteri nitrosi (Nitrosomonas, Nitrosococcus, Nitrosospira).

3 .nitratazione: NO2- > NO3- è operata dai batteri nitrici (Nitrobacter, Nitrospira, Nitrococcus) ed è molto più rapida della nitritazione.

Ora il nitrato può essere assorbito dalle radici, ma se sfugge può tornare nell’atmosfera come N2.

chiusura ciclo azoto

Lisciviazione

La lisciviazione è la percolazione delle acque contenenti azoto nella falda freatica. La prima causa è la pioggia intensa, specie in stagioni non calde.

La lisciviazione è tipica dei nitrati, e nei terreni sabbiosi può interessare anche l’ammoniacae il suo ione ammonio. Fanno eccezione i terreni molto acidi, quindi ricchi di cariche positive cui i nitrati possono legarsi e quindi non colare a fondo.

Volatilizzazione dell’ammoniaca

All’inizio della mineralizzazione abbiamo l’ammonio NH4+ che in acqua diventa ammoniaca NH3 che volatilizza nell’atmosfera.

I fattori positivi per la volatilizzazione sono l’acqua, la temperatura, il vento e la basicità del terreno. A pH 7 solo lo 0,5% dell’azoto è ammoniaca e il 99,5% è ammonio, ma a pH 8 il 5% è ammoniaca.

Normalmente le perdite per volatilizzazione sono minime, ma diventano importanti dopo le concimazioni con urea CO(NH2 )2 non interrata, perdite fino al 25%.

Chiusura del ciclo dell’azoto

Denitrificazione NO3− > N2

La denitrificazione è svolta da anaerobi facoltativi che in mancanza di ossigeno atmosferico vivono dell’ossigeno contenuto nei nitrati, nitriti, ossido di azoto NO, protossido di azoto N2O.

La temperatura ottimale del terreno è 70° C, ma se scende sotto i 20° C rallenta fortemente, fino a fermarsi a 2° C.

Il pH migliore è il neutro, ma sotto il 5 la denitrificazione si ferma.

Da ciò è facile capire che è un processo difficile e lento, per lo meno in Italia, dove si perdono non più di 5 kg di azoto all’anno come N2.

La denitrificazione riduce il numero di ossidazione dell’azoto: +5 NO3 > + 3 NO2 > +2 NO > +1 N2O > zero N2.

Da nitrato a nitrito: NO3– + CH2O + H+ -> ½ N2O + CO2 + 1½ H2O

Finalmente l’ N2 ritorna nell’atmosfera e il ciclo dell’azoto si conclude.