Le diverse attività cerebrali si adattano in periodi differenti, cioé hanno periodi di plasticità differente. Alcune reti neurali sono rigide, altre sono più duttili.
La corteccia visiva primaria si stabilizza nei primi 6 anni di età. Presto si stabilizzano la masticazione e le regole di grammatica.
Le corteccia somatosensoriali e la corteccia motoria sono piuttosto flessibili, si può imparare a pattinare anche da adulti. Fino a tardi impariamo parole nuove, memorizziamo strade e volti.
Perché? Forse la genetica oppure se i segnali in ingresso sono sempre uguali la via si consolida, ma se cambiano spesso la via resta aperta alle variazioni.
Col passare del tempo, quello che perdiamo in plasticità, lo guadagna o in competenza: saper leggere un libro e capirlo. Se potessimo invece mantenere la plasticità come un bambino, il prezzo sarebbe dimenticare tutto il passato, ció che siamo è la somma dei nostri ricordi.
Geni e ambiente
Alla nascita un bambino ha già molte istruzioni preistallate dai suoi geni: ad es. sa già vedere. Ma la gestione è complessa e i nostri 20.000 geni sono insufficienti per coprire ogni funzione, e le infinità di funzioni si imparano, cablando in modo sempre più complesso il nostro cervello. Si tirano allora nuovi fili, cioé si allungano gli assoni che collegano molti neuroni. Qui entra in gioco l’ambiente coi suoi stimoli, le esperienze che rendono ogni cervello diverso.
Anche l’ambiente influisce sull’intelligenza, ma col passare degli anni sempre meno, ma diventa sempre di più dominante l’intelligenza genetica.
Quando il cervello ha finalmente tutti i suoi neuroni e tutte le sue sinapsi, in base all’esperienza sensoriale, ad esempio la cecità, è possibile che una zona del cervello deputata alla visione, finisca per diventare adatta per l’udito.Questa capacità di utilizzare in modo diverso il cervello a seconda delle esperienze e della storia si dice plasticità, e questa è possibile solo nei prima anni di vita.La plasticità del cervello, cioè questa capacità di cambiamento agli stimoli, ad una certa fase dello sviluppo vengono consolidati , i circuiti neuronali vengono fissati, non si può più cambiare.È per tale ragione che quanto più vecchi siamo ad imparare una lingua straniera, tanto più è evidente in essa l’accento della lingua madre.Quindi anche la plasticità influenza l’espressione fenotipica.
Regolazione affettiva
Le esperienze buone o cattive, positive o negative lasciano una traccia nel cervello: corteccia, talamo e gangli della base. Quanto più una esperienza è frequente, tanto più sono potenziate le sue connessioni, le sue sinpasi, e dove non passa niente viene pian piano depotenziato fino a essere rimosso. Sappiamo che questo è regolato dal nostro affetto-emozione, che si trova nel cervello antico tra tronco encefalico e ipotalamo, come? Con il rilascio di neurotrasmettitori.
Stabilità
La plasticità cerebrale si ferma prima nei circuiti sensoriali e solo dopo in quelli comportamentali. Nel tempo la plasticità diventa stabilità, e quando siamo adulti possiamo finalmente dire al mondo chi siamo: siamo noi stessi.
Riqualificazione
Nelle persone cieche, i territori neuronali dedicati alla vista (lobo occipitale) vengono occupati da aree sensoriali vicine come udito, tatto, olfatto, sapore, matematica…. Per cui un cieco legge Braille con il tatto attivando le stesse aeree del linguaggio scritto visivo, un po’ come le moschee turche hanno sostituito le basiliche cristiane. La cartografia del cervello cambia continuamente, ma il cambiamento è facile alla nascita, ad esempio nei nati ciechi l’orecchio assoluto è frequente. I ciechi nati memorizzando di più. Ma l’invecchiamento riduce la riqualificazione di un’area cerebrale lesa, comunque la riqualificazione è molto veloce anche se non così profonda.
L’esercizio
L’esercizio plasma fisicamente il cervello. Nella corteccia motoria dei musicisti c’è una particolare formazione a omega, i violinisti su un solo emisfero, nei pianisti su entrambi.

Nei tassisti l’ippocampo é più sviluppato, perché è l’area dell’orientamento spaziale.
Acetilcolina e plasticità
L’acetilcolina attiva la plasticità
La ricompensa e il castigo, se sono importanti per noi, stimolano I neuroni colinergici a emettere l’acetilcolina e questa modella il cervello. L’acetilcolina presente in una area del cervello dice a quell’area di cambiare. Se i neuroni colinergici non sono attivi, non cambia nulla.
L’acetilcolina é emessa in punti molto specifici ed agisce ad ampio raggio.
Allora il neurotrasmettitore che determina l’importanza delle cose è la Dopamina ?
Segnali costanti e segnali nuovi
Dai sensi partono impulsi elettrici ad alto consumo energetico, se gli impulsi sono costanti, il cervello dimentica il segnale e riduce il consumo, ma riprende a prestare attenzione all’impulso allorché cambia qualcosa, cioè compare una novità nel segnale. È questa la ragione per cui si nota un oggetto che inizia a muoversi.
Modello interno del mondo esterno
Il cervello si crea un modello interno del mondo esterno, prevede il mondo esterno, e si eccita solo a una variazione del mondo esterno rispetto al suo modello interno.
Una persona che si droga con una certa sostanza, crea un modello interno per convivere con quella sostanza. Per tale ragione se continua a drogarsi non sente più lo sballo, si desinsibilizza, diventa tollerante, aspetta la dose successiva per mantenere il nuovo equilibrio, ma per sentire lo sballo deve alzare la dose. Più il cervello si adatta alla droga e più soffre per l’astinenza.
Lo stesso succede con il lutto: perdere un caro rompe l’equilibrio del modello interno, il cervello si dibattere nelle sue aspettative non realizzate, finché poco alla volta si adatta in un nuovo modello interiore.
Il cervello cerca di predire cosa succederà costruendo un modello interno del mondo esterno, e nuove informazioni esterne continuamente riplasmano Il modello interno. L’esperto aspetta e pensa, l’inesperto dilettante si butta direttamente nella mischia.
L’aggiornamento continuo del mondo interno stimolato dal mondo esterno può bloccarsi nel corso della schizofrenia.
Durante lo sviluppo perdiamo un gran quantità di neuroni, la morte di alcuni neuroni è necessaria per scolpire come un blocco di marmo le funzioni del cervello.
Ma perché il cervello giovane è più plastico del cervello vecchio? Perché il giovane ha tutto da costruire, le strade neuronali sono totalmente integre, man mano che si cresce le strade diventano sempre più efficienti e si perde l’interesse per aprire nuove vie nel cervello.
Sostanze e plasticità
Il cablaggio neurale è determinato da ormoni, molecole, sostanze, ad es dopo l’introduzione della benzina verde anziché di piombo, dopo 23 anni si è avuto un calo drastico della criminalità, probabilmente per la scomparsa dellavvelwnamento da piombo dei giovani cervelli.