I vasi sanguigni sono le vene e le arterie.

Le vene portano il sangue al cuore, le arterie distribuiscono il sangue ai polmoni o a tutto il corpo.

Struttura

Nelle arterie la pressione è alta, hanno molte fibre muscolari lisce, il sangue può tornare indietro, per ostacolare il reflusso ci sono delle valvole.

Nelle vene la pressione è bassa, hanno poche fibre muscolari lisce, il sangue può tornare indietro, per ostacolare il reflusso ci sono le valvole a nido di rondine.

Le valvole sono localizzate soprattutto negli arti inferiori e nei visceri dove il ristagno è più probabile.

Grandi vasi cardiaci

Vena Cava superiore ed inferiore entrano nell’atrio destro provengono da tutto il corpo portano sangue carico di anidride carbonica,

Arteria Polmonare porta il sangue ai polmoni,

Vena Polmonare riporta il sangue ossigenato nel cuore,

Arteria Aorta distribuisce il sangue a tutto il corpo.

Grossi Vasi Arteriosi

L’Aorta appena esce dal ventricolo sinistro sale, escono due arterie Coronarie per nutrire il cuore stesso.

L’Aorta ascendente si piega verso il basso formando l’Arco aortico, dal quale si distacca in Tronco encefalico TE da cui la Succlavia destra e la Carotide destra, poi si staccano la Carotide sinistra e la Succlavia sinistra.

Le Succlavie scorrono sotto le ascelle, il ramo Vertebrale va alle prime vertebre del collo, prosegue nella arteria ascellare e poi brachiale cioè l’arteria del braccio.

Le Carotidi scorrono lateralmente lungo il collo e assieme alla Vertebrale porta il sangue al cervello e alla faccia.

Sopra la laringe le Carotidi si biforcano in una parte interna ed una esterna.

La Carotidi interna ha all’inizio un diametro di 8 mm, entra nel cranio ed irrora la parte anteriore del cervello. Nell’uomo le carotidi sono più grandi che in tutti gli altri animali. La Carotidi interna sinistra ha un diametro maggiore di quella destra.

Nel punto di biforcazione dove si formano le Carotidi interna ed una esterna il sangue genera dei vortici che favoriscono la formazioni di placche aterosclerotiche che un’ostruiscono il normale flusso di sangue nel cervello. Quando l’ostruzione o stenosi supera il 70% del lume dell’arteria si interviene chirurgicamente, per evitare ischemia cerebrale transitoria, oppure nei casi più gravi ictus cioè ischemia cerebrale con morte della porzione di cervello a valle.

Aorta discendente

Terminato l’arco aortico, l’Aorta prende a discendere diventando Aorta toracica.

L’Aorta toracica discende lungo il lato sinistro della colonna vertebrale, quì escono le arterie intercostali.

L’aorta toracica incontra il diaframma e diventa Aorta addominale.

L’Aorta ha un diametro di 2,5-3 cm.

Ectasia ed Aneurisma

L’Aorta può dilatarsi per predisposizione genetica, vecchiaia, aterosclerosi.

L’ectasia è una dilatazione modesta, ma quando supera i 5 cm di diametro parliamo di aneurisma.

Man mano che il diametro aumenta, anche il rischio di rottura dell’aneurisma aumenta, con morte facile.

L’aneurisma è silente, si rinviene casualmente in seguito ad altre indagini ecografiche.

Solitamente sopra i 5,5 cm si interviene chirurgicamente, l’intervento è lungo e delicato.

Aorta addominale

Il diaframma separa torace da addome, ha 3 grandi fori, più altri minori, da cui passa l’Esofago, la vena Cava inferiore e l’Aorta, che d’ora in poi si chiamerà Aorta addominale.

Dall’Aorta addominale escono rami Parietali che irrorano i muscoli, e rami Viscerali: Celiaca, 2 Mesenteriche, Renale, finisce con le iliache.

Celiaca: Stomaco e Milza;

Mesenterica superiore: Pancreas, Duodeno, Intestino tenue e crasso;

Mesenterica inferiore: Colon terminale e Retto;

Renale, Surrenale e Genitale.

Arteria Iliaca

Dalla IV vertebra lombare parliamo di Arteria Iliaca, si biforca in 2 sinistra e destra.

Ogni Arteria Iliaca si biforca in 2 rami esterno ed interno.

L’iliaca interna irrorare gli organi pelvici, tra cui vescica, utero e ovaio.

L’iliaca esterna incrocia gli organi genito urinari: uretere, dotto deferente, legamenti uterini.

Sorpassato l’inguine, l’Arteria Iliaca diventa arteria femorale.

Arteria Femorale

L’Arteria Femorale nella coscia corre a fianco del femore, un suo ramo più esterno andrà al piede e alla gamba.

Grossi Vasi Venosi

Le vene sono vasi che trasportano il sangue dalla periferia al cuore.

Nella atrio destro giunge il sangue ricco di anidride carbonica portato dalle vene Cave inferiore e superiore

Vena Cava inferiore

E’ lunga 22 cm e diametro di 30 cm. Dall’atrio destro giunge fino alla vena Iliaca.

Raccoglie il sangue dalle vene parietali dei muscoli lombari e frenici cioè dal diaframma.

Raccoglie il sangue dalle vene viscerali: genitali, renali, surrenali, epatiche.

Inizia dalla vena iliaca.

Vena Porta

La vena Porta raccoglie il sangue dell’apparato digerente, cistifellea, pancreas e milza, per portarlo al fegato. Dopo l’elaborazione epatica, il sangue nella vena epatica, e da quì alla Vena Cava inferiore.

Nel caso di cirrosi epatica ci sono rallentamenti del sangue, che vengono risolto con un sistema parallelo che tramite delle anastomosi realizzano una circolo collaterale che va al il fegato.

Vena femorale

Raccoglie il sangue dell’arto inferiore e lo passa alla vena iliaca esterna.

La vena Femorale è profonda, più superficialmente c’è la vena Safena.

I vasi profondi trasportano il 90% del sangue venoso dagli arti inferiori.

Vena Cava superiore

La Vena Cava superiore deriva dalla fusione delle 2 vene brachio-cefaliche sinistra e destra.

Ogni vena brachio-cefalica deriva dalla confluenza della vena Succlavia e della Giugulare interna.

La vena Giugulare interna scorre nel collo assieme ad arteria carotide  e nervo vago, viene dal cervello e dalle parti superficiali del viso e del collo.

La vena Succlavia riceve il sangue dalla vena Ascellare che drena l’arto inferiore.

Durante una camminata, si contraggono i muscoli scheletrici e indirettamente si pompano le vene, per cui l’esercizio fisico favorisce il deflusso venoso.

Vena varicosa

Il ristagno di sangue con dilatazione della vena si chiama varice o vena varicosa. Il ristagno avviene o per trombi venosi profondi, vene danneggiate, sedentarietà, obesità. La vena più colpita è la Safena, perché superficiale.

Chirurgia mini-invasiva della stenosi Carotidea

Quando la stenosi è inferiore al 70%, viene introdotto un catetere, un lungo tubicino, che viene fatto risalire fino al punto della stenosi. Sulla testa del catetere c’è un palloncino sgonfio con una rete (stent). Quando lo stent è esattamente sulla stenosi, si gonfia il palloncino, la rete si apre e spinge esternamente schiacciando la placca, così da permettere il flusso sanguigno. Ora si toglie catetere e palloncino, ma si lascia la rete.

Quando la stenosi supera il 70% si interviene a cuore aperto incidendo sull’arteria ed asportando la placca.

Ictus

In Italia si contano 200.000 ictus all’anno.