La produzione silvicola italiana è un bene per tutti nella lotta al riscaldamento globale, ma produce solo il 2,8% del valore della produzione del settore agricolo (60 M€), cioè 1,7 miliardi di Euro, ma con un valore aggiunto di 1,4 M€. Bisogna anche dire che l’Italia è il primo importatore di legname: 3 M€.
Da una ricerca pluriennale del Jrc (Consiglio Ce) si evidenzia che ogni anno la quantità di biomassa forestale è aumentata di 160 Mton (secco), dovuto ad un incremento della vegetazione di 500 Mton (secco) e all’abbattimento o comunque alla perdita di 340 (secco).
La situazione della silvicoltura italiana
Rispetto a un secolo fa, dopo la prima guerra mondiale, il patrimonio forestale italiano è raddoppiato, e negli negli ultimi 30 anni è aumentato del 20%, raggiungendo 11,4 mln di ettari e il 38% della sua superficie totale del paese. Basta osservare vecchie foto appese nei rifugi di montagna, confrontando lo stato attuale di tante malghe scomparse, inghiottite dai boschi. Perché questo incremento ? Perché nell’ultimo secolo sono stati abbandonati milioni di ettari di terreno agricolo in montagna e in pianura.
La gestione delle foreste italiane
Le foreste italiane sono di proprietà privata per il 66% e pubblica per il restante 34%. La proprietà pubblica è solo il 33% in Lombardia, mentre oltre il 70% in Trentino Alto Adige. Nel Nord-Est sono gestite da giovani con infrastrutture e macchinari innovativi. La gestione delle foreste ha bisogno di tempo e programmazione che solo le estese proprietà pubbliche riescono a garantire.
Un altro fattore importante sono i vincoli: il 100% dei boschi italiani è soggetto a vincolo paesaggistico, l’87% a vincolo idrogeologico, il 30% a quello naturalistico.
Essenze silvicole in Italia
Esistono due tipi di bosco: le fustaie e i cedui.
Il 36.1% dei boschi sono fustaie, cioè boschi ad alto fusto, il cui legname si può tagliare a fini produttivi, pensiamo all’edilizia e alla trasformazione manifatturiera di qualità come mobili, parquet, carta, ecc. terza voce di utile dell’export italiano. Le fustaie hanno un valore complessivo maggiore di oltre il 50% rispetto ai cedui.
Il 41,8% dei boschi sono cedui, cioè boschi poveri, bassi, tipici della macchia mediterranea, utile sono a fini energetici.
Il restante 22% è completamente improduttivo.
| Silvicoltura Italiana | % | ettari mln |
| Italia | 100 | 11,4 |
| fustaie | 36,1 | 4,1 |
| ceduo | 41,8 | 4,8 |
| improduttivo | 22 | 2,5 |
La produzione silvicola lombarda
Nel 2000, il 25% del territorio lombardo era occupato da 660 mila ettari di boschi: 73% in montagna, 13% in collina e 14% pianura. Il 60% è ceduo e il 40% è d’alto fusto. La gran parte delle fustaie sono conifere e si trovano in montagna. Invece il 60% dei boschi di pianura sono pioppeti: 45 mila ettari. I pioppeti lombardi hanno un ciclo produttivo di soli dieci-dodici anni per l’abbondante disponibilità d’acqua e la fertilità del suolo.
I boschi certificati
In Italia solo l’8% dei boschi sono certificati. La certificazione delle foreste è fatta soprattutto in Alto Adige, Trentino e Friuli Venezia Giulia, dove la silvicoltura è presa seriamente. Rispettivamente 300 + 290 + 80 cioè 770 mila ettari, più altri 60 mila nel resto d’Italia, per un totale di 830 mila ettari di boschi certificati. Quindi solo il 7% dei boschi è certificato: 830 mila ettari di boschi certificati su 11,4 mln di ettari totali. La certificazione della filiera produttiva garantisce una tracciabilità completa dei prodotti del legno fino alla loro origine.
Oltre 200 milioni di ettari di superficie forestale in tutto il mondo sono certificati secondo lo standard FSC.
Oltre 300 milioni di ettari di superficie forestale in tutto il mondo sono certificati secondo lo standard PEFC.
La certificazione è importante, perché dà una sorte di patente di eticità e di origine del bosco, utile nella commercializzazione. Ad esempio la cellulosa di FSC carta è apparentemente identica a qualsiasi altro tipo, ma si contraddistingue però per l’origine: nel rispetto dell’ambiente, della biodiversità, dei diritti dei lavoratori e delle popolazioni locali. La carta FSC® è prodotta senza che sia stata abbattuta nessuna foresta primaria. La foresta primaria è intatta, esiste nella sua condizione originaria, la foresta a maggiore biodiversità, sostanzialmente è l’equivalente della foresta vergine.
| Silvicoltura Italiana | Pil miliardi € | valore aggiunto M€ | mln ha | proprietà privata | certificati |
| Pil agricolo | 60 | ||||
| foreste | 1,7 | 1,4 | 11,4 | 66% | 7% |
| import legname | 3 |
produzione della silvicoltura italiana
I nemici della foresta
La foresta ogni giorno deve combattere contro insetti fitofagi, responsabili del 20% dei danni, contro funghi, siccità e incendi (100 mila ettari all’anno su 11,4 mln).
Il prelievo legnoso dai boschi italiani
Ogni anno la massa legnosa cresce di 30 milioni di metri cubi, ma il prelievo legnoso dai boschi italiani è solo il 25% di quanto cresce, cioè 7,7 milioni di metri cubi. Il 70% del legno prelevato dai boschi italiani è per energia. Invece in Europa si preleva il 65% di quanto cresce, circa 0,6 metri cubi ad ettaro. La differenza tra potenziale ed effettivo, spiega perché l’Italia è il primo importatore di legname.
Quanta legna potenziale nei boschi italiani
Ogni anno la produzione silvicola italiana potrebbe offrire 20 milioni di tonnellate di legno secco (Mt): 7 Mt dai boschi (considerando che si asporta il 50%), 5 Mt da colture energetiche sui terreni agricoli, 4 Mt da segherie, 3 Mt dai residui agricoli, 1 Mt da raccolta differenziata.
| Silvicoltura Italiana | mln ha | prelievo annuo milioni mc | legna da ardere | tonnellate da ardere |
| foreste | 11,4 | |||
| produttive | 8,9 | 7,7 | 70% | 3 |
| potenziale | 20 | |||
| consumo | 20 | |||
| import | 17 |
La silvicoltura monumentale in Italia
Dulcis in fundo, sapete qual é l’albero più antico d’Europa ?
E’ il castagno dei cento cavalli in Sicilia che già ai tempi di Pitagora aveva più di mille anni, fate voi il conto, cresce a Sant’Alfio sul versante est dell’Etna (W).
Se la cosa vi appassiona nel sito Ardea trovate gli alberi monumentali di Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.