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L’ipocalcemia della vacca al parto è la più frequente dismetabolia minerali della vacca da latte.

Clinica dell’ipocalcemia della vacca al parto

Nell’ipocalcemia la vacca subito dopo al parto si presenta prostrata a terra. Si stima che almeno altre 7 vacche abbiano una ipocalcemia subclinica inapparente. L’ipocalcemia subclinica interessa quasi il 50% delle vacche pluripare e il 25% delle primipare.

L’ipocalcemia è causata da un eccesso alimentare degli ioni positivi nelle razioni delle ultime settimane dell’asciutta: soprattutto del potassio che nella tavola degli elementi di Mendeleev è il più vicino al calcio. Il magnesio no, perchè ha elettronegatività maggiore di 1.

Fabbisogni di calcio nella dieta della vacca da latte

La concentrazione di calcio negli unifeed per la vacca da latte oscilla fra lo 0,7 e l’1% a seconda delle fonti. Nel zone del Parmigiano Reggiano non si consuma l’insilato di mais ma grandi quantità di erba medica, per cui è difficile avere delle diete povere di calcio, fatto invece più probabile a Nord del Po a Grana Padano dove la base della razione è a silomais, notoriamente povero di minerali e soprattutto di calcio.

L’elettronegatività degli elementi nella biodisponibilità del calcio

La prevenzione della più frequente dismetabolia della vacca al parto, si basa sul controllo e riduzione nella dieta di potassio e sodio, e nell’introduzione degli antagonisti: gli anioni cloro e zolfo che hanno l’elettronegatività maggiore.

Nell’ipocalcemia manca il calcio attivo, cioè il calcio capace di mollare l’elettrone. Come si fa?  Aumentando il cloro, perché il cloro richiama elettroni. Poi riducendo potassio e sodio che rispondono prima del Calcio alla chiamata del cloro. Il magnesio ha una elettronegatività maggiore del Calcio, per cui è già più restio di suo nel cedere elettroni e sta fuori dei giochi.

Steaming up anionico per l’ipocalcemia della vacca al parto

Nelle ultime settimane di asciutta, steaming up, il bilancio anioni e cationi dovrebbe essere alla pari, o tendenzialmente negativi: riducendo sotto l’1,3% il potassio e aumentando il cloro allo 0,4%.