Quando si pratica la derattizzazione fisica e chimica, significa che non abbiamo saputo o potuto modificare l’ambiente di vita dei ratti.
Sono tre gli strumenti fisici della derattizzazione: trappole di cattura, repellenti a ultrasuoni e infrasuoni.
Trappole di cattura per la derattizzazione fisica
Si fa uso delle trappole di cattura solo in quegli ambienti dove non si possono lasciare dispersi i topi morti. Negli ospedali, mense, industrie alimentari le trappole di cattura sono l’unico modo per eliminarli.
Le trappole possono essere meccaniche (tavoletta legata a terra) o collanti.
Repellenti a ultrasuoni e infrasuoni
Gli ultrasuoni e gli infrasuoni sono poco efficaci per allontanare i ratti.
I ratti si abituano velocemente alle onde emesse da questi apparecchi, dopo pochi giorni continuano con la loro vita in modo indisturbato.
Gli ultrasuoni hanno una frequenza superiore ai 20 kHz, gli infrasuoni hanno una frequenza di 20 kHz.
Invece gli strumenti chimici della derattizzazione sono due: repellenti, rodenticidi.
Repellenti dei ratti
I repellenti hanno lo scopo di tenere lontano i ratti, sono poco persistenti nell’ambiente, vanno usati solo in ambienti particolari dove non possiamo usare i rodenticidi.
Rodenticidi uccidono i topi e i ratti
I rodenticidi uccidono i topi e i ratti. Le esche ratticide vanno posizionate in prossimità dei percorsi, mai lungo i percorsi stessi.
Le esche rodenticide vanno mappate, segnalate con cartelli e fissate nei loro erogatori. Le esche vengono colorate d’azzurro acquamarina, perché così l’uomo è avvisato, mentre il topo non se ne accorge, perché vede poco e male i colori.
Vediamo come sono fatte le esche rodenticide.
Composizione di una esca rodenticida
Le molecole attive vengono mischiate con cereali interi, spezzati o fioccati, oppure dentro blocchetti contenenti il 30% di paraffina. I paraffinati sono però poco appetibili, ma possono essere agevolmente fissati dentro vaschette nere. Le esche paraffinate spesso sono colorate di azzurro. A seconda di dove ci troviamo, l’esca sarà fatta di pasta fresca usata dentro le industrie e nelle città, paraffinata negli ambienti umidi delle città, in pellets o farina o fioccati negli allevamenti, in bustine nelle cascine ad indirizzo agricolo. I semi interi di girasole sono sconsigliati, perché il ratto rompe la cuticola del girasole, la sputa ed ingerisce solo la parte energetica interna. E’ importante in uno stesso ambiente usare un solo tipo di esca, altrimenti le esche entrano in competizione: se uso pasta fresca e paraffinato, posso star certo che il paraffinato non verrà assaggiato.
Le molecole attive sono oltre ai rodenticidi veri e propri, gli attraenti per i ratti e i repellenti per gli animali domestici.
Attraenti dei ratti
L’attraente ha lo scopo di far ingerire il rodenticida al ratto che di suo è molto prudente (neofobia). Le sostanze attraenti sono oli vegetali, glicerina, zucchero, melassa, aromi, vaniglia, glutammato di sodio, sale, fino ai ferormoni.
Repellenti per gli animali domestici
I repellenti inseriti nelle esche evitano l’assunzione accidentale da parte degli animali domestici. Uno di questi è il benzoato di denatonio, un sale d’ammonio quaternario, è la sostanza più amara conosciuta al mondo e non è tossico. Il benzoato di denatonio è avvertito dai topi solo a dosaggi alti. Il suo nome commerciale è Bitrex.
Rodenticidi del passato
Prima dei rodenticidi moderni si utilizzavano la scilla rossa, la stricnina, i sali di tallio, il fosfuro di zinco (odore di aglio o pesce marcio), alfa-cloralosio.
Adesso esistono due tipi rodenticidi: ad azione rapida e ad azione lenta.
Rodenticidi ad azione rapida
I rodenticidi ad azione rapida sono sconsigliati perché il topo o il ratto che non vengono uccisi ma fanno esperienza del veleno, trasmettono l’informazione alla colonia, che quindi starà lontana dall’esca. Se il ratto muore nell’ambiente può essere mangiato dagli animali domestici come il cane e il gatto, che a loro volta si avvelenano o infettano di salmonellosi, leptospirosi, …
Rodenticidi ad azione lenta
I rodenticidi ad azione lenta sono anticoagulanti.
Altri veleni per ratti e topi
Alfa-cloridrina ingestione di 100 mg causa sterilità permanente.
Norbormide vasocostrittore selettivo sul ratto norvegico, causa la morte entro 15 minuti – 4 ore dopo l’ingestione.
Infine i rodenticidi ecologici cui si rimanda.
Come distribuire i rodenticidi
Le esche vanno posizionate nelle aree critiche particolarmente infestate o di forte passaggio.
Le esche rodenticide vanno mappate, segnalate con cartellini e fissate nei loro erogatori. Il cartellino riporta il nome della ditta derattizzatrice, il numero della postazione, il principio attivo utilizzato e l’antidoto al veleno (vit.K).
Dopo la distribuzione di rodenticida
Dopo aver dislocato il rodenticida di seconda generazione, passano 4-5 giorni prima di venir assunti dai ratti. I ratti non vomitano.
Inizialmente l’esca avvelenata vieni assunta dai ratto dominanti, dal ratto alpha e solo dopo un paio di giorni l’esca viene assunta anche dai ratti subordinati.
I topi o ratti iniziano a morire 10 giorni dopo la somministrazione ambientale.
Quando vediamo che per tre o quattro giorni le esche non vengono più toccate, significa che i topi hanno deciso di non mangiarle più.
Riflessione sulla derattizzazione fisica o chimica
La derattizzazione fisica e chimica è una sconfitta perché il derattizzatore va giustamente pagato, ma soprattutto perché i ratti continuano a moltiplicarsi e a distribuire virus e batteri e infine per il rischio di avvelenamento sugli animali domestici. Inoltre gli anticoagulanti persistono nel terreno per mesi.