Costo alimentare della vacca da latte
L’alimentazione rappresenta il 50-60% del costo di produzione del latte, la dieta della vacca da latte si dice razione.

L’alimentazione della vacca da latte
Esistono 4 tipi di razione della vacca da latte: calcolata, preparata, distribuita e scelta.
L’alimentarista scrive una razione perfetta sulla carta, l’allevatore prende gli alimenti che molte volte non corrispondono a quelli previsti sulla carta, la distribuzione può essere fatta una o più volte al giorno, con aggiunte presso i distributori automatici, dovrebbe più volte al giorno essere avvicinata alla greppia, e infine la vacca sceglie, preferendo i concentrati ai fieni.
La vacca che arriva grassa al parto, mangia meno, va più facilmente in chetosi, e non riuscendo a tener dietro ai fabbisogni prima dimagrirà e poi calerà la produzione.
Il carro unifeed più l’auto alimentatore consentono di dare una razione meno spinta, così le vacche meno produttive non ingrasseranno.
L’alimentazione a fieno e concentrato apporta meno energia che l’unifeed con silomais, per cui le vacche più facilmente risulteranno magre.
La mattina prima di distribuite il carro non dovrebbe esserci più di 1 kg di alimenti, altrimenti significa che la sera prima si è distribuito troppo, oppure l’alimento è cattivo, ad esempio il fieno è ammuffito, oppure ci sono sassi o fibra indigesta.
Es. di Razione miscelata unifeed amido 27%, proteina 16,6%, NDF 30%, grassi 5%, ma il vero problema è la differenza tra quanto previsto e quel che si fa veramente in stalla.
Assunzione in lattazione
Una vacca in lattazione assume il 3,5% – 4% del proprio peso vivo PV di sostanza secca, ma all’aumentare del peso diminuisce moderatamente la percentuale.
Più correttamente si dovrebbe calcolare l’ingestione non sul peso vivo, ma sul peso metabolico: es vacca peso vivo 700 kg ^ 0,75, oppure radice quadra di radice quadra di 700^3: 136,1 kgmet.
In soldoni per produrre 35 kg di latte la vacca dovrebbe ingerire 25 Kg di s.s
Infine ricordo che il taglio corto aumenta l’assunzione.
Vacca asciutta
L’asciutta dura 2 mesi, l’assunzione è di 14 kg/ss, all’11% di Proteina grezza PG, amido tra 15-20 %.
21 gg prima del parto l’assunzione cala di 1 kg e la proteina sale da 11% al 14%, per arrivare al 16% in lattazione.
Il calcio 0.4% e il fosforo la metà 0.2%.
Vacca fresca
Nei primi 3 mesi di lattazione i fabbisogni sono elevati tanto che energia e proteine sono spesso carenti. La carenza energo-proteica ha riflessi negativi sulla fertilità, per cui bisogna concentrare energeticamente la razione. Tutto ciò è limitato dalla percentuale di fibra strutturata peNDF, perchè essa stimola la salivazione, quindi bicarbonato salivare, che stabilizza il pH ruminale. La razione deve produrre molti acidi grassi volatili AGV e l’assunzione deve essere massima: è meno pericolosa la quantità della concentrazione. Detto ciò la vacca riesce ad assumere NDF fino all’1,2% del suo PV.
In questo periodo l’aggiunta di 100 gr di bicarbonato di sodio NaHCO3 aumenta l’assunzione e quindi di 1 litro il latte prodotto.
Vacche primipare
Le vacche primipare assumono più pasti nella giornata e la dieta è più povera, per tale ragione andrebbero separate in gruppi distinti.
Manze
L’alimento avanzato viene portato alle manze.
Fabbisogno Energetico di una bovina da latte
L’energia per le bovine un tempo si calcolava in Unità foraggere UF, ogni UF corrispondeve all’energia presente un un kg di orzo o in 2,5 kg di fieno di prato stabile. Successivamente si è voluto distinguere tra UFC carne per l’ingrasso di tori, UFM per il mantenimento e UFL latte per la produzione lattea. Diamo un valore calorico a queste unità di misura:
UFL 2.065 Kcal, UFC 1650 Kcal, UFM 2.170 Kcal.
Sapendo che 1 grammo di carboidrati e proteine contiene 4,1 Kcal, e 1 grammo di grassi 9,3 Kcal.
Accrescimento delle primipare è di 600 grammi al giorno fino a 30 mesi di vita, dopo l’accrescimento è di 100 grammi al giorno: UFL 0,33 x 100 g di accrescimento
Mantenimento: UFL = 1,4 + 0,006 x Kg di PV, +10% in stabulazione libera
Lattazione: prima si calcola il latte corretto LN = kg di Latte (0.4 + 0.15% in Grasso), le UFL 0,44 x Kg di LN =
Amido
Le fresche al picco non devono assumere più del 30% di amidi sulla ss, non più di 8.800 grammi al giorno, perché si rischia l’acidosi ruminale e intestinale, che si evidenzia con riduzione del pH delle feci. esame da fare con un pHametro sul 10% delle vacche.
Se osserviamo un rapporto “amido/NDF” nella dieta pari a 0,8-0,9 riduce l’emissione di metano e quindi l’effetto serra.
Amido nelle feci
L’amido nelle feci ci dice la digeribilità dell’amido, se se ne trova l’1% è digeribile al 99%, se ne trovo il 7% è digeribile al 92%.
Degradabilità Ruminale dell’Amido CRPA
Fabbisogno Proteico di una bovina da latte
Fabbisogno
Accrescimento: 50 g di PG per 100 g di accrescimento
Mantenimento: g di PG = 0,85 x Kg di PV, le proteine digeribili sono il 70% delle grezze
Lattazione: g di PG = 95 g x Kg di LN =
Il fabbisogno di proteina metabolizzabile di una bovina da latte è intorno ai 2500-2800 g/giorno.
Proteine del latte
L’assunzione amminoacidica è finalizzata alla produzione di proteina del latte, 3,4% sul latte, e più specificatamente per i casari della caseina, il 2,72% sul latte. Nel momento del picco di lattazione la vacca secerne 40 litri di latte, cioè 1 kg di caseina al giorno.
Proteina in razione
Una razione contiene circa il 16% di proteine grezze sul secco.
L’azoto non proteico (NPN)
nell’insilato di mais è del 49%,
nell’insilato di triticale del 56%,
nei semi di cotone del 45%,
nella soia decorticata del 18% e
nel girasole decorticato del 42%.
Tutti i valori sono espressi come percentuale della proteina grezza (CP) dell’alimento.
il 60-85% dell’azoto digerito è convertito in urea nel fegato.
L’urea ha una concentrazione della frazione NPN delle proteine del 100% e una concentrazione proteica del 281%.
Tuttavia il fabbisogno proteico generico è fuorviante, è più importante osservare il fabbisogno amminoacidico.
Fabbisogni amminoacidici
L’attenzione va posta soprattutto a metionina e lisina: per produrre 35 kg di latte è necessario ingerire 75 gr di metionina, 210 gr di lisina, così da mantenere un rapporto 1 a 2,8.
L’ingestione è una cosa invece il metabolizzabile è un’altra: percentuale di amminoacidi sulle proteine metabolizzabili: metionina 2, lisina 4, treonina 4.5, valina 5.5, leucina 8.3, isoleucina 4.3, fenilalanina 5.1, triptofano 1.4, istidina 2.7 e arginina 6.2.
Per raggiungere questi livelli bisogna ottimizzare le fermentazioni ruminali.
Nel carro di lattazione si aggiunge anche urea a lento rilascio: 30-70 grammi capo/giorno. 2915 TMC
La biomassa ruminale
La biomassa ruminale è composta da un 63% di proteina grezza, 12% di grassi, 21% di carboidrati e 4% di ceneri.I batteri ruminali coprono dal 50% al 75% del fabbisogno amminoacidico, ogni giorno sono prodotti 1.300 grammi di proteina metabolizzabile.
Ma per avere le elevate produzioni richieste bisogna aggiungere aminoacidi bypassanti il rumine. Il bypass significa attraversare il rumine senza distruggere gli amminoacidi.
L’urea del latte
Se tutto l’azoto apportato con la dieta venisse utilizzato non ci sarebbe urea nel latte, invece nei primi due mesi di lattazione il 40% delle vacche nel latte ne hanno 20 mg/dl e 10 mg plasmatico, il 4% di vacche ne hanno il doppio sia nel latte che nel plasma.
Oltre i 20 mg/dl significa che l’azoto in razione è sottoutilizzato. Ogni punto di proteina in più nella dieta si ha un aumento di 2 mg di urea nel latte. Innalzare troppo la proteina per spingere la produzione di latte e ritrovarsi poi nel latte 34 mg di urea, non converte più, non aumenta più la produzione. Al contrario latte con livello di urea sotto il 10, fa pensare che c’è una carenza proteica.
Tutta questa urea significa che ci sono amminoacidi che non vengono utilizzati, d’altro canto ci sono degli amminoacidi come la metionina e la lisina che sono invece limitanti, e la cui carenza può ridurre la concentrazione proteica del latte. La ricerca della proteina nel latte nelle prime settimane di lattazione è fondamentale per capire se bisogna fare delle correzioni nella dieta. La campanella d’allarme suona se la proteina del latte va sotto il 2,9%, infatti nel 25% delle bovine fresche hanno valori inferiori. La carenza amminoacidica si osserva anche con la diminuzione del muscolo del dorso.
Bilancio azotato
Bilancio azotato ci dice quanto dell’azoto consumato viene ritenuto e quanto viene escreto, per produzioni di 30 litri di latte con una ingestione media di 22 kg di ss, sono stati assunti 200 grammi di azoto e solo il 28% è stato ritenuto, mentre il 72% escreto: 50% nelle urine e il 20% nelle feci. La ritenzione di azoto è tanto maggiore quanto maggiore la produzione lattea, perché la quota di mantenimento è in proporzione minore. Questo dato è importante al fine di ridurre l’impatto inquinante della vacca da latte. A tal fine è importante selezionare animali più produttivi e più longevi.
Acqua
L’assunzione di acqua è di 3-4 litri ogni litro di latte prodotto, d’estate l’idratazione è maggiore. D’estate l’aumento della temperatura e dell’umidità relativa causa stress da caldo e la vacca va protetta con l’acqua da bere, rinfrescandola con nebulizzatori e ventilatori.
L’acqua contiene sali vari misurati in mg su litro: dolce (0-60); moderatamente dura (61-120); dura (121-180) e molto dura (>180 mg/L). L’acqua troppo dura deve essere addolcita. L’acqua può essere contaminata da nitrati SO3, devono essere al disotto dei 44 mg/L. Può esserci l’acido solfidrico H2S, deve essere sotto 0.1 mg/L.
Il fronte di abbeverata deve garantire 7,5 cm per capo.
Fabbisogno Minerale di una bovina da latte
Accrescimento: 3.2 g di Ca e 2.0 g di P per 100 g di accrescimento
Mantenimento: g di Ca = 6,5 gr, P = 5 x quintale di PV,
Es vacca di 6 qli : 39 gr di calcio e 30 gr di fosforo
Lattazione: g di Ca = 4,2 e g di P = 1,7 x Kg di LN =
Fabbisogno di gestazione di una bovina da latte
al 7° mese di gravidanza aggiungere 2 litri di latte,
al 8° mese aggiungere 3,5 litri di latte,
al 9° mese aggiungere 6 litri di latte.
Additivi
Nella razione si aggiungono alcuni additivi:
Metionina rumino-protetta 30 grammi/capo/giorno.
Per il controllo della chetosi: glicole, colina, monensin.
Sali anionici per la messa in asciutta: cloruro di calcio, solfato di calcio e cloruro di ammonio.
Tabella dei fabbisogni

Alcune razioni
Razione per produrre 36 litri al giorno di latte alimentare o per Grana Padano, l’assunzione di sostanza secca è di 24 kg/capo giorno, la ss è il 52% del tal quale tq, i foraggi sono il 57% della ss:
| Materia prima | ss % | kg tq |
| Silomais | 33.58 | 24 |
| Mais pastone integrale | 55.73 | 5 |
| Polifita Insilato | 33.16 | 3 |
| Soia f.e. 42% | 89.31 | 3.5 |
| Mais farina fine | 87.71 | 2.7 |
| Medica Fieno 2°-5°T | 88.29 | 1.5 |
| Polifita Fieno 49.14 | 88.58 | 1.3 |
| Loietto Fieno | 89.54 | 1.2 |
| Medica Fieno 1°T | 87.00 | 1 |
| Orzo schiacciato | 89.67 | 1 |
| Soia integrale fioccata | 89.88 | 0.8 |
Razione per produrre latte per Parmigiano Reggiano, la ss è il 88% del tal quale tq, i foraggi sono il 55% della ss:
| Medica Fieno 2°-5°T | 88.29 | 11 |
| Medica Fieno 1°T | 87.00 | 4 |
| Barbabietola polpe secche | 89.00 | 1 |
| Mais farina fine | 87.71 | 5 |
| Mais fiocco | 87.65 | 2 |
| Orzo | 88.49 | 1 |
| Soia f.e. 42% | 89.31 | 3 |
Distribuzione della razione
La razione viene distribuita o con un carro semovente 2 o 3 volte al giorno, oppure in continuo da un Robot.
Robot Unifeed
Il Robot corre su rotaia e somministra 3/4 volte al giorno l’alimento, calcola con precisione l’ingestione e l’Iofc gruppo per gruppo, azzera gli scarti alimentari, distribuisce su più gruppi alimentari: in lattazione (freschissime, primipare fresche, pluripare fresche e avanti), le asciutte (asciutta e preparto), le manze (entro l’anno e oltre l’anno). Il Robot permette di risparmiare.