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In genere dopo il mais di 1° raccolto si semina la soia.

Dopo aver trinciato il mais si eseguono le seguenti lavorazioni:

decompattatura poi passaggio con erpice rotante, interramento liquame,

poi sempre decompattare e affinare il terreno, cioè rompere le zolle che si sono formate con la lavorazione precedente superficiale.

Semina diretta di soia su sodo con velocità di semina fino a 15 km/h. (6933 MTM)

Semina su sodo

La semina su sodo vuol migliorare il terreno, per cui il terreno non viene arato, ma semplicemente inciso sulla superficie in cui viene fatto cadere il seme che poi viene ricoperto.

La semina dopo aratura è più semplice, invece su sodo bisogna prendere delle precauzioni, la prima è quella di evitare il compattamento.

Facile è il compattamento dei terreni umidi quando si entra con mezzi pesanti, allora bisogna evitare di gravare troppo, ad esempio evitando che i carri di carico scendano in campo ma restino sulle cappezzagne, avere l’accortezza di montare gomme galleggianti e di spargipula sulle trince.

Se sul terreno ci sono impronte profonde dei mezzi, è meglio fare una minima lavorazione con l’erpice, comunque evitando di andare sotto i 35-40 cm di profondità.

Quando il terreno è troppo limoso allora è meglio seminare una foraggera.

Nel caso si dovesse seminare su infestanti si fa prima un giro di glifosate.

Se si rispetta tutto ciò si può accedere ai premi previsti dal PSR misura 10.

La soia seminata in secondo raccolto dopo loiessa o orzo a maggio e raccolta a fine settembre, quando i semi verdi riempiono interamente il baccello, produce 9 t SS/ha, al 20% di proteine e al 6% di lipidi.