Seleziona una pagina

Zea mays, melga, frumentone, granone, sorgo.

 Il mais è una pianta tropicale, difficilmente coltivabile oltre al 50° di latitudine Nord: la pianura padana si sviluppa lungo il 45° parallelo.

Il mais è una pianta annuale senza la quale non esisterebbe la moderna zootecnia e non si potrebbe garantire l’alimentazione umana.

Monosuccesione e Avvicendamento

Spesso in pianura padana è coltivato in monosuccessione (ristoppio), che però ha riflessi negativi sulla struttura del terreno e sulle erbe infestanti, quindi è sempre meglio l’avvicendamento con la soia: tre anni di mais e uno di soia.

Terreno

Terreno sciolto è più caldo, mentre l’argilloso è più freddo.

il pH ottimale per il mais è tra 5,8 e 6,8. Il pH minimo è di 5,5, nel caso si deve correggere con il calcio. A pH 5 la produzione cala di 1/3.

I terreni salini non sono adatti.

L’aratura profonda (40-45 cm) rende il terreno più soffice e quindi più caldo, mentre le minime lavorazioni come l’erpicatura no. La semina su terreno caldo anticipa lo sviluppo della pianta e quindi la sua produttività.

Semina

La temperatura di semina di almeno 10°C, l’aratura scalda il terreno mentre le minime lavorazioni lo lasciano freddo. Infatti la temperatura minima di germinazione è di 8 °C, e sotto i 14°C lo sviluppo ritarda. Il mais da 1°r viene seminato a marzo.

Mais precoce

La semina troppo precoce è a rischio di gelate tardive con perdita del seminato.

Tuttavia anticipare i tempi è indispensabile per fare poi un secondo raccolto con erbai o soia, è necessario impiegare un mais precocissimo classe 280 gg, così germina prima e si risparmia acqua e quindi riduce il n. di irrigazioni.

La fioritura è a fine maggio, la raccolta è a metà luglio.

Essendo molto precoce, la piralide non c’è e così non si fa l’antipiralide.

Alla raccolta mentre si trebbia, il Nirs (Spettroscopia nel vicino infrarosso) analizza il trinciato: sostanza secca, NDF, amidi e proteine, così da determinare in contemporanea la quantità di inoculo da aggiungere in rateo variabile.

Mais tardivo

D’altronde la semina deve considerare che il mais fiorisca col solstizio d’estate, momento in cui c’è la massima disponibilità di luce.

Se si vuole ottenere granella, si deve puntare a 7 piante al mq, una in più per il ceroso, siccome c’è sempre una certa perdita, si semina un 10% di semi in più. Alta densità di semina, 10 semi al mq, solo se abbiamo a disposizione molta acqua.
La profondità di semina è di 4-5 cm, l’interfila di 75 cm permette l’avanzamento delle macchine. Sulla stessa fila lo spazio tra seme e seme è di 17 cm. Il seme pesa 0,3 grammi, per cui si distribuisce mediamente 20 kg di seme ad ettaro.

Mais 2°raccolto

Dopo la raccolta del triticale si semina i primi giorni di giugno.

Scelta del seme

Prima della guerra si utilizzavano mais a impollinazione libera, molto meno produttivi, e si coltivavano 1,5 milioni di ettari, producendo 25 qli/ha. Dopo la guerra arrivano gli ibridi americani.

La costruzione dell’ibrido inizia con la selezione di un genotipo omozigote, e quindi certo, per alcuni caratteri produttivi. Ottenuti 2 genotipi omozigoti per caratteri diversi, vengono incrociati, a questo punto si ottiene l’ibrido, cioè eterozigote vigorosissimo e uguale.

L’ibrido manifesta l’eterosi, cioè piante più grandi in pannocchie e foglie. Invece la semina con il seme ottenuto da questi ibridi dà raccolti scarsi, perché i caratteri via via si dissociano, per cui ogni anno bisogna acquistarne di nuovo dalle multinazionali del seme.

Gli ibridi sono classificati secondo la precocità, cioè il tempo necessario per maturare. La classificazione della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura): ibrido FAO 100 è il più precoce, mentre FAO 800 è il più tardivo. Per produrre l’insilato ceroso per bovine si usa il FAO 600 o 700. Per produrre insilato di secondo raccolto FAO 400 o 200.

La concia del seme è la bagnatura del seme con sostanze per proteggerlo dagli uccelli come corvi e piccioni e con biostimolanti come Bacillus amyloliquefaciens che aumenta la massa radicale.

I terreni molto sciolti o molto pesanti e i terreni non irrigati abbisognano di ibridi con apparato radicale profondo così da combattere lo stress idrico della fine stagione.

Mais transgenici o OGM

L’ingegneria genetica ha prodotto ibridi transgenici resistenti alla piralide (gene Bt del Bacillus thuringensise) e al Glifosate (un gene detossificante il diserbante Glifosate)

Concimazione del mais

Ogni quintale di granella prodotta preleva dal terreno 2 kg di azoto, 1.2 kg di anidride fosforica e 2 kg di ossido di potassio.

Se dopo la raccolta della granella si lasciano in campo gli stocchi, un terzo dell’azoto e dei fosfati e 3 quarti di ossido di potassio restano sul terreno.

Con la mietitrebbia si possono ricostruire le mappe di produzione parcellare, che si possono associare alle mappe satellitari del drone, in questo modo si regola la concimazione azotata nella campagna successiva.

Se non si fa uso di letame, la concimazione con azoto è di 300 kg/ha come nitrato ammonico o urea; se in successione alla soia l’apporto di azoto si riduce di 100 kg, quindi 200 kg/ha. Inoltre si distribuiscono 100 kg di anidride fosforica, e 70 kg di ossido di potassio. Nei terreni asciutti, non irrigati, la concimazione si può ridurre a 70 kg di azoto e 50 kg di anidride fosforica.

La concimazione si fa in 3 atti:

presemina il 30%,

in funzione delle mappe alla comparsa della 4° foglia un altro 10-20%,

il restante in sarchiatura es con zappette.

L’urea o il solfato d’ammonio si depositano nell’interfila con delle semplici calate. Attenzione non a spaglio, perché ustionano le foglie, se non si vuole ustionare le foglie si può far uso di un concime a lenta cessione.

L’urea contiene un 46% di azoto, costa 700 €/ton. Se riduco un qle/ha di urea perdo fino a 5 qli/ha di granella, quindi ho una minor redditività di 100€/ha.

Nel terreno alcuni batteri hanno l’enzima ureasi che catalizza l’idrolisi dell’urea in anidride carbonica e ammoniaca, per cui parte della concimazione con urea in campo si volatizza.

La sarchiatura

La sarchiatura si fa appena dopo o assieme alla concimazione. La sarchiatura rompe superficialmente la crosta del terreno lungo le interfile, così viene interrato il concime appena distribuito, perché pioggia e sole rovinano il concime. La sarchiatura rompe le vie di fughe dell’umidità dal terreno, così questo resta più umido. La sarchiatura diserba meccanicamente con le zappette ed arieggia il terreno.

Fabbisogni idrici del mais

Il mais se produce 10 t/ha di granella, ha  una massa epigeica di 20 t/ha di sostanza secca.

Il mais evapotraspira 250 kg di acqua ogni kg ss prodotta.

Quindi questo mais ha bisogno di 5000 mc di acqua, pari a 500 mm di pioggia.

Il maggior fabbisogno si ha 3 settimane prima e 4 dopo la fioritura.

Irrigazione del mais

In Pianura padana piovono circa 1000 mm /anno, ma nel 2022 han piovuto solo 500 mm.

Se c’è molta acqua si irriga a scorrimento a 4-6 volte fino a 3.000 m3/ha;

se si irriga a pioggia si interviene 2-3 volte da 60 mm/ha.

Fasi vegetative

La durata dalle fasi vegetative dipende dalla temperatura in campo:

L’emer­genza dura 5-6 giorni a 21°C, o 18-20 giorni a 12 °C (temperatura minima). La temperatura ottimale di accrescimento è di 23°C, la fioritura ottimale è a 26°C.

La fioritura (antesi) degli ibridi precoci avviene 45-50 giorni dopo l’emer­genza. La fioritura degli ibridi tardivi avviene dopo 70-75 giorni, a cavallo tra luglio e agosto. I mais seminati a marzo fioriscono a fine luglio. Quando la temperatura scende sotto i 17°C, fine settembre, il ciclo di crescita si interrompe.

La maturazione avviene 45-55 giorni dopo la fioritura negli ibridi precoci, dopo oltre i 70-giorni negli ibridi tardivi. 

In sintesi il ciclo complessivo in Italia dura un minimo di 90 giorni fino a un massimo di 145 giorni.

Malerbe, parassiti e malattie

Le Malerbe e il diserbo

Terreni fertili e friabili coltivati a mais e concimati in presemina sono soggetti alle infestazioni di sorghetta e di chenopodio.

 Le malerbe perenni sono sorghetta con i suoi rizomi, convolvolo/calystegia, stoppione, equiseto.

L’Atrazina è stato a lungo il diserbante più impiegato, oggi è stato tolto dal commercio.

Diserbo in post emergenza

In Italia il diserbo dei cereali in post emergenza è la tecnica più diffusa, perché lo spettro d’azione contro le malerbe è ampio, ma così si favorisce la resistenza.

Diserbo presemina

Il diserbo presemina può aumentare la produttività del 2-10%, perché la piantula ancora con poche foglie non trova le malerbe.

Invece più tardi, cioè in post emergenza, le malerbe inviano al mais, tramite luce riflessa dalle loro foglie, il messaggio della loro presenza che stimola il mais a crescere in altezza col fusto e allargare le foglie, anziché in profondità con le radici. Una radice poco sviluppata in profondità diventa nel tempo un problema per la pianta.

Parassiti

La diabrotica

La larva di Diabrotica virgifera mangia le radici giovani del mais, allettando la pianta, da cui le caratteristiche piante a collo d’oca.

L’adulto di Diabrotica mangia le sete e quindi impedisce la fecondazione del mais.

Il trattamento uccide l’adulto e quindi si impedisce che le larve si ripresentino nella stagione successiva.

Nel caso di infestazioni gravi si consiglia la rotazione.

E’ favorita da estati calde, infatti è un parassita originario del centro America, è giunta in Italia col nuovo millennio.

La piralide

La larva di Piralide Ostrynia nubilalis colpisce l’interno della pannocchia e distaccandola.

Le lave scavano gallerie nel fusto della pianta, la prima generazione tra maggio e giugno e la seconda generazione tra luglio e agosto.

Sia diabrotica che piralide favoriscono lo sviluppo di funghi e quindi di micotossine.

Trattamento contro diabrotica e piralide

Si fa un unico trattamento contro i due parassiti, sia nel 1° che nel 2° raccolto. Nel 2° raccolto si tratta a ferragosto.

Il prodotto deve avere una buona persistenza, perchè i due insetti hanno tempi ottimali di trattamento diversi.

Con un trampolo si passa sopra il mais alto 2 metri: il costo del prodotto è di 40€/ha e altrettanto il costo del contoterzista, cui si aggiunge lo schiacciamento di alcune file di piante, per cui il costo finale del trattamento è del 4% del fatturato.

Nel caso di maltempo come grandinate il trattamento antipiralide risulta di grande aiuto.

Lotta biologica con capsule di cellulosa contenenti uova di una vespa che si nutre della vespa, distribuite sui campi con un drone.

I lateridi

I lateridi sono insetti terricoli.

Popillia japonica

E’ un coleottero, le femmine d’estate depongono le uova nel terreno, la larva nel terreno a 10-20 centimetri di profondità danneggia le radici come la Diabrotica, gli adulti sono attivi in estate, massimamente a metà luglio si nutrono di foglie, fiori e frutti del mais, soia, rosa, nocciolo, drupacee e pomacee, vite, tiglio, olmo.

 La lotta biologica contro Popillia japonica con:

un fungo Ovavesicula popilliae che parassita le larve,

un altro fungo Metarhizium anisopliae sulle larve mature di agosto-settembre,

il Bacillus thuringiensis sulll’adulto,

un nematode Heterorhabditis bacteriophora sulle larve.

 Se si va sugli insetticidi di sintesi: il piretroide deltametrina, il neonicotinoide acetamiprid e dal 2022 diamide chlorantraniliprole.

Malattie del mais

Marciume del seme e delle plantule (Pythium spp. e Helmintosporium spp.)

Elmintosporiosi (Helmintosporium turcicum, Helmintosporium maydis) è la più importante interessa le foglie.

Peronospora o cima pazza (Sclerospora macrospora)

Marciume dello stocco (Fusarium graminearum)

Carbone (Ustilago maydis)

Fusariosi della spiga (Fusarium verticillioides)

Malattia del mais: marciume (Aspergillus flavus)

Avvizzimento batterico (Pantoea stewartii)

Mosaico del mais (Maize Dwarf Mosaic Virus)

Nanismo giallo dell’orzo (Barley yellow dwarf virus)

Aflatossine

Il mais a granella e insilato può essere contaminato da aflatossine
provocato da Aspergillus flavus e parasiticus sulle pannocchie, le fumonisine
da Fusarium moniliforme e lo zearalenone da Fusarium graminearum e
culmorum.

Ibridi precoci maturano nei periodi con alte temperature quindi rischiano l’aspergillo, mentre gli ibridi tardivi maturano in periodi piovosi e umidi e quindi rischiano le fumonisine.