Il suino all’ingrasso
Il suino per la fase di ingrasso entra nell’allevamento a 30 kg e ne esce dopo almeno 156 kg, ma può raggiungere tranquillamente il 170 kg.
I parametri dell’ingrasso sono l’accrescimento giornaliero, la quantità di mangime consumato e la mortalità, questi fattori sono determinati in primis dalla genetica, dal capannone in cui vivono i suini e dal modo di lavorare dell’allevaratore
L’accrescimento giornaliero è importante perchè determina i giorni di permanenza in allevamento: se un suino cresce 700 grammi al giorno o 650 al giorno, significa che per passare da 30 a 156 kg impiega 180 gg oppure 194 gg, 14 gg in più. Se cresce 650 gr al giorno impiega il 7,7% di tempo in più, e quindi l’allevatore nel corso del tempo farà girare un 7% in meno di suini, e quindi un 7% in meno di reddito. Il reddito stimato è l’8% del fatturato, quindi se un suino di 156kg x 1,5€/kg (prezzo di listino) x 8% = 19 €, infine il 7% di 19 € = 1,4 € perdita di reddito crescendo 650 gr anzichè 700 gr.
La quantità di mangime diviso l’incremento giornaliero mi dà l’indice di conversione ICA, il suo reciproco è la resa in carne. Immaginiamo che un suino che cresca mediamente 700 grammi al giorno mangi 2.000 o 2.500 gr al giorno di mangime. Nel primo caso l’ICA è 2,86 e la resa è 34,9%, nel secondo caso 3,57 e 28%. Se il mangime costasse 25 €/qle, nel primo caso il costo alimentare del suino sarebbe 71,5 €, nel secondo caso 89,2 €/capo, cioè 17,7 € in più. Si può allora calcolare quanto vale ogni punto di resa in carne in più: 17,7 / (34,9-28) = 2,6 € per punto di resa per ogni suino ingrassato.
La mortalità sopraggiunge spesso per polmoniti e poi per patologie gastroenteriche es diarrea rossa. Quando va tutto bene la mortalità si attesta all’1-2%, ma più spesso arriva al 5%. Stimando il prezzo di vendita del suino a 1,5 €/kg, e un peso medio del morto di 100 kg, ogni 1% di mortalità, perdiamo 1 kg di carne per suino entrato, costa 1,5 €.
Quindi se un suino cresce 650 grammi anzichè 700 perde 1,4 €, se ha una resa inferiore di 2 punti perde altre 5,2 €, se muore il 5% anzichè il 2% perde 1,5 x 3 : 4,5 €, in totale perde 11,1 €.
Immaginando un allevamento con 1000 posti maiale abbiamo una perdita di 11.100 €, considerando che si fanno 1,825 giri (365 / (194+7)), perde 20.257 €.
Commercializzazione dei suini
I prezzi dei suini sono stabiliti dal mercato, esiste un andamento stagionale che non sempre è costante, i prezzi sono limitati verso il basso dai costi di produzione e verso l’alto dalla capacità di spesa della gente comune che va al supermercato. Si è osservato che se il prezzo della carne suina sale troppo, la gente si sposta sul pollame, per cui i prezzi si calmierano da sè.
Oltre al prezzo di listino l’ingrassatore vendendo ai macelli può ricevere 0,1 €/kg.
Il premio viene concordato quando non ci sono animali sufficienti sul mercato, o perchè i suini di un allevatore sono notoriamente più sani, o perchè hanno ricevuto le vaccinazioni alla moda, o perchè gli animali sono omogenei, cioè di peso uguale.
Il premio può diventare un fattore importante della redditività dell’allevatore.
Possibili problemi
Morsicatura della coda specie se coda lunga.